Al Macro di Roma i disegni di Gormley e il Laboratorio Schifano
Ultimo aggiornamento 14 dicembre 2010 |
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Mario
Schifano, Antony Gormley, Jamie Shovlin e molto altro. Nel rinnovato
scenario del Macro, il Museo d'arte contemporanea di Roma, fino al 6
febbraio 2011 è allestita un'interessante collettiva dedicata ad
alcuni dei più importanti nomi del panorama artistico
contemporaneo. Attraverso percorsi originali e giocando con le
architetture della struttura museale capitolina, la mostra contempla
diverse centinaia di opere, tra cui tele, rielaborazioni digitali,
videoproiezioni, sculture e installazioni di notevoli dimensioni. |
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Al
primo livello del museo, l'installazione "Hiker Meat" è uno
spettacolare omaggio del giovane artista inglese Jamie Shovlin al
cosiddetto cinema d'exploitation degli anni Settanta. L'esposizione
comprende i documenti, le bozze dei dialoghi, il materiale di scena, i
vestiti, persino un videotape girato secondo le tecniche di ripresa
dell'epoca. Nella parte centrale dello spazio ben venti lavagne, a
sintetizzare il progetto di un autentico film cult, che tuttavia non
è mai stato girato. Una struttura del tutto immaginaria, quasi
surreale. Uno spunto per farci riflettere sull'importanza della
sperimentazione cinematografica di quasi mezzo secolo fa, nonché
sul valore ad essa attribuito dalle nuove generazioni nate in piena era
digitale.
Sempre in tema di sperimentazione, al secondo livello, nell'ambito del
ciclo MACROradici, un'intera area è riservata al ricordo della
galleria "L'Attico" di Fabio Sargentini, uno dei luoghi più
innovativi che abbiano caratterizzato la scena artistica della capitale
a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta. Si tratta di
un viaggio visivo, un racconto che si dipana attraverso le
pubblicazioni edite a cura della galleria stessa (cataloghi, locandine,
ecc.), ovvero gli scatti fotografici in bianco e nero di Claudio Abate
e la proiezione di un video originale di quegli anni.
Al terzo livello, la parte principale della collettiva, coi due spazi
dedicati rispettivamente ad Antony Gormley e a Mario Schifano. "Drawing
Space" è la prima esposizione italiana di opere su carta
dell'artista londinese. Circa 80 disegni realizzati tra il 1981 e oggi,
tutti caratterizzati da tratti forti e decisi, con figure umane
stilizzate da cui promanano fitti grovigli di fasci intrecciati,
attraverso i quali Gormley sembra quasi cimentarsi in uno studio
analitico dello spazio, in vista delle applicazioni in ambito
scultoreo. A fare da contrappunto alle opere grafiche, quattro
splendide sculture in acciaio: le prime due abbastanza lineari, fatte
di quadrati, cubi e altre figure solide spigolose; le altre due,
invece, più leggere e sinuose, ricche di spirali, curve e cerchi
concentrici.
Il "Laboratorio Schifano" comprende oltre duemila immagini realizzate
dal pittore italiano a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Si
tratta di fotografie, polaroid ritoccate a mano, fotocopie a colori,
copertine e ritagli di riviste e giornali, fotogrammi estrapolati da
cortometraggi e filmati televisivi. Sospese su grandi pareti di vetro,
una sorta di luminoso labirinto trasparente, e oscillando dal sacro al
profano, dal mondo dell'informazione a quello dello sport, le opere
ricostruiscono, sia dal punto di vista concettuale che da quello
propriamente fisico, il laboratorio creativo di Mario Schifano. Un
coacervo di suggestioni, idee e fantasie, grazie al quale l'osservatore
ha come l'impressione di immergersi nella mente stessa dell'artista.
Per maggiori informazioni:
Macro, Museo d'arte contemporanea di Roma
Via Nizza (angolo Via Cagliari) - 00198 Roma (RM)
Sito internet: www.macro.roma.museum
Tel. 060608
Orario di apertura:
Da martedì a domenica ore 11.00 – 22.00 (lunedì chiuso)
Fino al 6 febbraio 2011
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