Le alterazioni genetiche alla base dei disturbi del sonno
Ultimo aggiornamento 9 novembre 2010 |
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Difficoltà
ad addormentarsi, avere diversi risvegli nel corso della notte,
destarsi al mattino sentendosi non riposati, sono problemi comuni a
decine di milioni di persone in tutto il mondo. Classificati come
disturbi del sonno, in genere vengono addebitati a motivi di ordine
psicologico, fisiologico o ambientale. Di recente, però, taluni
ricercatori hanno avanzato una nuova ipotesi, in base alla quale essi
potrebbero derivare anche dalla variazione di un particolare fattore
presente all'interno del nostro patrimonio genetico. |
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Per
studiare l'andamento e la durata del sonno nell'arco delle ore
notturne, alcuni esperti della facoltà di Genetica
dell'Università di Monaco di Baviera hanno passato in rassegna
allo scanner il Dna di un campione di oltre 4.200 individui di diverse
nazionalità europee. Stando ai dati da loro raccolti, in molti
soggetti è stata riscontrata la presenza di una significativa
alterazione del gene SUR2, ritenuto tra i responsabili della
regolazione dei ritmi corporei durante le varie fasi del sonno.
"Persone con una data versione del gene SUR2 sono in grado di dormire
circa 28 minuti in più di altre aventi una versione differente -
ha dichiarato la dottoressa Karla V. Allebrandt, esperta nel campo dei
disturbi del sonno di origine genetica, nonché coautrice di un
interessante rapporto presentato appena la settimana scorsa durante il
meeting annuale dell'American Society of Human Genetics - Tale gene
agisce direttamente sulla struttura di una proteina che costituisce
parte del canale di trasporto del potassio all'interno e all'esterno
delle cellule".
A conferma della correlazione tra suddetta alterazione e le
difficoltà a dormire, oltre alle osservazioni sull'uomo, gli
scienziati tedeschi hanno compiuto numerosi test di laboratorio anche
su campioni di insetti, in particolare su quelli appartenenti a due
diverse specie di moscerini della frutta. In tutti i casi, i soggetti a
cui era stato preventivamente rimosso il gene SUR2 dal corredo delle
cellule cerebrali hanno palesato una minore propensione al sonno
rispetto a quelli che lo avevano mantenuto.
Fermo restando gli innegabili risultati ottenuti nei campi della
psicologia e della fisiologia, la ricerca genetica rappresenta senza
dubbio la nuova frontiera d'indagine riguardo a disturbi e malattie
quali l'insonnia cronica e le parainsonnie. A riprova di ciò,
è da rilevare come, appena lo scorso anno, alcuni scienziati
dell'Università della California, a San Francisco, abbiano
individuato una rara variante del gene DEC2, capace di diminuire la
durata media del sonno di una persona di ben due ore a notte.
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