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La Belle Epoque nei ritratti degli italiani a Parigi
Ultimo aggiornamento 28 dicembre 2009
Le atmosfere e il fascino della Belle Epoque attraverso gli occhi e le pennellate sapienti di tre grandi maestri della pittura italiana moderna. Questa è "Boldini e gli italiani a Parigi", mostra allestita presso il Chiostro del Bramante, a Roma. Un percorso espositivo di circa novanta opere, aperto al pubblico fino al 14 marzo del 2010.
A cavallo tra Ottocento e Novecento, Parigi si erge ad autentico faro della cultura internazionale. I suoi teatri, i caffè, gli ateliers, ma soprattutto le sue Esposizioni Universali simboleggiano il trionfo del modello borghese, ispirato al liberalismo e alla laicità, alla libertà di pensiero e al ritrovato impulso nella ricerca scientifica. In tale contesto sono moltissimi gli artisti che accorrono nella capitale transalpina. Tra di loro anche illustri esponenti dell'arte figurativa italiana, quali Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis e Federico Zandomeneghi. Tre intellettuali capaci di confrontarsi dialetticamente coi maggiori protagonisti della cultura mondiale. Tre maestri della pittura in grado di esportare l'universalità del linguaggio nostrano al di fuori dei confini del neonato Regno d'Italia.

Giovanni Boldini si trasferisce a Parigi nel 1871, dove apre uno studio privato e inizia a lavorare su commissione per i maggiori mercanti d'arte locali. La sua pittorica è un'esaltazione raffinatissima del genere del ritratto. Soggetti in primo piano, immortalati nell'ambito delle atmosfere mondane dell'età dell'oro parigina, ovvero colti in attimi di pura intimità domestica. Damigelle eleganti e delicate, come la giovane Irene Catlin, nel candore di un leggero abito bianco, o le due donne d'alta classe che conversano discrete al tavolo di un caffè. Un gusto decisamente aristocratico, che colloca il ferrarese a una certa distanza dallo stile e dalle tematiche della nuova avanguardia impressionista.

Giuseppe De Nittis giunge in Francia poco prima di Boldini, nel 1867. Raggiunge il grande successo sette anni dopo, nel corso dell'Esposizione Universale del 1874, dove presenta ben undici tele. In esse egli esalta gli ambienti colti dei salotti borghesi della capitale, luoghi a lui molto familiari grazie alla frequentazione di numerosi amici intellettuali. In quello stesso anno approda a Parigi anche Federico Zandomeneghi. Esperto della tecnica della macchia, l'artista veneziano rimane letteralmente folgorato dalle suggestioni emotive della poetica degli impressionisti. Con questi ultimi egli espone per la prima volta nel 1879, mentre nel 1888 partecipa alla nuova Esposizione Universale nella sezione italiana.

Curata da Francesca Dini, la mostra contempla quasi 90 opere provenienti sia da collezioni private che da istituzioni nazionali e internazionali, come la Galleria degli Uffizi e il Musée d'Orsay
.


Per maggiori informazioni:

Chiostro del Bramante
Via della Pace – Roma (RM)
Sito internet: www.chiostrodelbramante.it
Tel. 06 68809036
Fax 06 68213516

Orario di apertura:
Da martedì a domenica
ore 10.00 – 20.00 (lunedì chiuso)
Fino al 14 marzo 2010

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