Cairo vende: quale futuro per il glorioso Torino?
Ultimo aggiornamento 27 febbraio 2010 |
|
 |
Ora
basta, mollo tutto e me ne vado! Questa volta a sbottare è
Urbano Cairo, imprenditore di successo nel mondo dell'editoria, ma,
calcisticamente parlando, presidente di un Torino Football Club tra i
più deludenti della sua gloriosa e secolare storia. Così,
dopo quattro anni e mezzo di risultati mediocri e
contestazioni feroci, in particolare le ultime, all'improvviso
ecco l'annuncio del clamoroso addio. |
|
"Non
voglio rimanere in paradiso a dispetto dei santi – ha dichiarato
Cairo in un'intervista rilasciata al quotidiano La Stampa – Lo
dico a malincuore, a grande grande malincuore: ho deciso di mettere in
vendita il Toro. Una parte minoritaria ma rumorosa della tifoseria non
mi vuole più e può creare problemi ambientali alla
squadra. Così almeno farò felice il trenta per cento dei
tifosi. E poi, all'indomani della sconfitta con la Salernitana, sono
ripartite le critiche e le campagne di stampa".
Una decisione per il bene del Toro, secondo le dichiarazioni ufficiali.
Così come esplicitato anche dalla volontà di vendere
senza "soluzioni intermedie", benché non al primo che capiti.
"Io il Torino non lo vendo a chiunque, soprattutto non a quelli che si
candidano attraverso i giornali". Intendimenti lodevoli, nulla da
eccepire. Sennonché il problema esiste e non è affatto da
poco: allo stato attuale, cioè con la squadra in B e la strada
per la A tutt'altro che in discesa, chi può essere interessato a
rilevare la società torinese? E a che prezzo? Cairo ha parlato
di investimenti per 30 milioni di euro nel corso della sua gestione,
"30 milioni veri e neanche un euro di debito con le banche". Chi,
dunque, sarà disposto a mettere sul piatto della bilancia, uno
sull'altro, non meno di 30 – 40 milioni cash, per giunta con la
prospettiva concreta di un'altra stagione di sofferenze (e scarsi
incassi) nella cadetteria?
Ad ogni modo, la fine di un ciclo impone di tracciare un bilancio.
Ebbene, in poco meno di cinque anni di presidenza, Urbano Cairo ha
ottenuto una promozione dalla B alla A, due salvezze e una cocente
retrocessione in B. Ha cambiato dieci volte allenatore (tre volte De
Biasi, due Novellino e Colantuono, una a testa Zaccheroni, Camolese e
Beretta) e ha rivoluzionato a più riprese il parco giocatori.
Solo nell'ultima sessione di mercato invernale la squadra ha subito
l'ennesima rifondazione, con l'arrivo di 12 giocatori, la partenza di
9, il ritorno del tecnico Colantuono e l'approdo del nuovo direttore
sportivo Petrachi. Ad oggi il Torino è decimo in classifica, a
12 lunghezze dalla capolista Lecce, con ben 9 sconfitte sul groppone.
Nell'attesa di buone nuove, ai poveri tifosi granata non resta che
armarsi di santa pazienza e sperare che, almeno per stavolta, venga
loro risparmiato il solito, penoso valzer delle fantomatiche cordate di
magnati americani, arabi, russi e chi più ne ha più ne
metta.
Dario Massara
|
|
|