Ideali umanitari e guerra: riflessioni sul messaggio di Henry Dunant
Ultimo aggiornamento 24 ottobre 2010 |
|
 |
Fu
uno dei padri fondatori della più grande organizzazione
umanitaria del mondo, la Croce Rossa. Con le sue idee, Henry Dunant
contribuì all'affermarsi del principio della neutralità
dei feriti di guerra e di tutto il personale sanitario. A cento anni
dalla scomparsa, l'Ambasciata di Svizzera, in collaborazione con
l'Istituto Svizzero di Roma, organizza il convegno "Ideali umanitari e
guerra: riflessioni a cento anni dalla morte di Henry Dunant".
L'appuntamento è per il 26 ottobre a Roma, presso la Sala
Palasciano del Comitato Centrale CRI. |
|
Testimone
diretto di uno degli scontri armati più cruenti che si ricordino
nell'arco degli ultimi secoli di storia, la battaglia di Solferino del
24 giugno 1859, in cui morirono oltre 40.000 persone, nel libro
"Souvenir de Solferino", Dunant racconta tutta l'amarezza, l'angoscia e
l'impotenza provata all'indomani della strage. In uno dei passi
salienti dell'opera si legge: "Il sole del 25 illuminò uno degli spettacoli
più orrendi che si possano immaginare. Il campo di battaglia
è coperto dappertutto di cadaveri. Le strade, i fossati, i
dirupi, le macchie, i prati sono disseminati di corpi senza vita e gli
accessi di Solferino ne sono letteralmente punteggiati. Nei paesi tutto
si trasforma in ambulanze di fortuna: chiese, conventi, case, pubbliche
piazze, cortili, strade, passeggiate".
Profondamente segnato dall'orrore della guerra, l'allora uomo d'affari
ginevrino fu tra i primi a teorizzare l'istituzione di una società di soccorso volontario con sede in ogni singolo stato,
col compito di organizzare e addestrare delle squadre per l'assistenza
di tutti i feriti, militari e civili senza distinzioni. Fu così
che nel 1862, assieme al giurista Gustave Moynier, al generale Henry
Dufour e ai due medici Louis Appia e Theodore Maunoir, egli
fondò una Commissione di lavoro denominata "Comitato ginevrino
di soccorso dei militari feriti", la prima cellula operativa di quello
che, di lì a qualche mese, sarebbe divenuto il Comitato
Internazionale della Croce Rossa.
Ad un secolo esatto dalla morte di Dunant, il convegno organizzato
nella capitale mira a promuovere un'attenta riflessione circa
l'attualità del suo messaggio. Un messaggio, a detta di molti,
da rilanciare con forza, soprattutto alla luce dei numerosi conflitti
armati e degli equilibri geopolitici in continuo divenire, per
affrontare i problemi legati ai contesti bellici che coinvolgono le
fasce di popolazione più deboli e i soggetti in assoluto
più vulnerabili, tra cui i prigionieri, i rifugiati e i feriti.
Nel corso dell'incontro interverranno Francesco Rocca, Commissario
Straordinario della Croce Rossa italiana, Charles Kleiber, Presidente
del Consiglio della Fondazione dell'Istituto Svizzero di Roma,
Bernardino Regazzoni, Ambasciatore di Svizzera, Paolo Bernasconi,
Decano del Comitato internazionale della Croce Rossa, Maurizio Moreno,
Ambasciatore e Presidente dell'Istituto internazionale di Diritto
Umanitario, Paolo Vanni, Docente dell'Università di Firenze,
Paola Gaeta, Docente dell'Università di Ginevra, e Massimo
Barra, Presidente della Commissione Permanente della Croce Rossa e
della Mezzaluna Rossa. A moderare il dibattito Paola Ceresetti,
corrispondente della RSI, Radiotelevisione svizzera di lingua italiana.
Per maggiori informazioni:
Convegno "Ideali umanitari e guerra: riflessioni a cento anni dalla morte di Henry Dunant"
Comitato Centrale della Croce Rossa Italiana - Sala Palasciano
Via Toscana 12, Roma (RM)
Sito internet: www.cri.it
Martedì 26 ottobre alle ore 17.00
|
|
|
|