In mostra le opere di Deineka, maestro sovietico della modernità
Ultimo aggiornamento 28 febbraio 2010 |
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La
storia e la cultura dell'ex Unione Sovietica attraverso le opere del
suo principale interprete della pittura realista. Al Palazzo delle
Esposizioni di Roma, fino al 1° maggio, è aperta al pubblico
la grande monografica dedicata al maestro Aleksandr Deineka, la prima
al di fuori dei confini russi. Una retrospettiva curata da Elena
Voronovic, Irina Vakar e Matteo Lafranconi, con la quale si è
ufficialmente inaugurato il programma di scambio culturale
"Italia-Russia 2011". |
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Oltre
ottanta capolavori tra oli su tela, tempere e gouache su carta,
mosaici, illustrazioni e disegni per la stampa, alcune splendide
sculture in rame e bronzo. Un serie di opere in buona parte provenienti
dalla Galleria Statale Tret'jakov, dal Museo Statale Russo di San
Pietroburgo e dalla Pinacoteca Statale Aleksandr Deineka di Kursk,
attraverso le quali viene ripercorsa l'intera carriera dell'artista,
dalla formazione presso gli Atelier Superiori per l'Arte e la Tecnica
(i VChUTEMAS) negli anni Venti, alla completa maturazione negli
anni Sessanta.
Fin dagli esordi Deineka si presenta come un rappresentante
dell'avanguardia radicale. La sua pittura, infatti, appare orientata
verso il linguaggio delle masse, con la trattazione di tematiche
spiccatamente contemporanee. Dal lavoro nelle fabbriche ("In un reparto
di meccanica" del 1925, "Sul cantiere di nuovi reparti" del 1926,
"Maglio a vapore nella fabbrica Kolomenskij" del 1929 e "Meccanizziamo
Donbass" del 1930) alle attività ginniche ("Sciatori" del 1927,
"Ginnastica mattutina" del 1932, "Corsa" del 1932-33, "Portiere" del
1934), senza tralasciare gli avvenimenti politici dell'epoca
(emblematico lo "Stato Maggiore dei Bianchi. Interrogatorio" del 1933,
dove, accanto a un funzionario dei Bianchi che interroga un prigioniero
dei Rossi, oltre ai soldati armati compaiono persino un pope e una
prostituta).
Una prima svolta nel pensiero dell'artista si ha all'inizio degli anni
Trenta, a seguito di una serie di viaggi che lo porta a visitare alcuni
dei maggiori centri culturali europei. Berlino, Parigi, ma soprattutto
Roma. Nel 1935 il soggiorno nella capitale italiana lo fa entrare in
contatto con un ambiente profondamente diverso da quello
moscovita, una realtà nella quale il sacro e il profano,
l'antico e il moderno sembrano fondersi tra loro raggiungendo un
equilibrio quasi perfetto, a tratti sorprendente. A Roma Deineka
dipinge lo "Stadio romano" (1935), la "Piazza romana" (1935) e la
"Strada romana" (1935), quest'ultima una delle prime opere in cui
l'artista sperimenta la forza del colore come elemento in grado di
plasmare le forme.
La visione contemplativa e quasi ingenua nei confronti del progresso
scientifico maturata sino ad allora trova una brusca interruzione
negli anni Quaranta, con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Al
giovanissimo "Pioniere" (1934) e ai "Futuri aviatori" (1938) che
ammirano gli aerei seduti in riva al mare, si sostituiscono le immagini
spettrali della "Regione di Mosca. Novembre 1941" (1941) e quelle ancor
più cruente de "La difesa di Sebastopoli" (1942). Simbolo
universale dell'atrocità della guerra è "L'asso
abbattuto" (1943), un giovane aviatore tedesco immortalato appena un
attimo prima di schiantarsi al suolo, nel suo ultimissimo sprazzo di
vita: non più un nemico da combattere, ma semplicemente un essere
umano, un uomo inerme che va incontro ad un destino tragico e ineluttabile.
L'ultimo ventennio della produzione di Deineka si caratterizza
da un lato per un ripensamento dello stile in senso classicista,
dall'altro per la tendenza ad andare oltre, sperimentando o riscoprendo
diverse tecniche artistiche. Molteplici le applicazioni nel campo del
mosaico, della scultura e delle composizioni di grandi dimensioni. Su
tutte spiccano la scultura-installazione in rame i "Calciatori"
(1955), il mosaico la "Mungitrice" (1962) e i monumentali pannelli per
gli spazi pubblici commissionati dal Governo socialista per celebrare
la grandezza della nazione sovietica, tra cui gli splendidi mosaici
inseriti nei soffitti della stazione della metropolitana di Mosca
"Majakovskaja".
Per maggiori informazioni:
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, 194 – Roma (RM)
Sito internet: www.palazzoesposizioni.it
Orario di apertura:
Domenica, martedì, mercoledì e giovedì ore 10.00 – 20.00
Venerdì e Sabato ore 10.00 – 22.30
Lunedì chiuso
Fino al 1° maggio 2011
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