Disturbi del linguaggio: a rischio i fratelli dei bimbi autistici
Ultimo aggiornamento 5 ottobre 2010 |
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I
fratelli dei bambini affetti da autismo sono a loro volta tra i
soggetti più a rischio nello sviluppo di problematiche legate ai
processi di comprensione e di articolazione del linguaggio. A
sostenerlo alcuni ricercatori della Washington University School of
Medicine di St. Louis, autori di uno studio di prossima pubblicazione
sulla rivista The American Journal of Psychiatry. |
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Ritenute
tra le cause principali dell'insorgenza dei cosiddetti disordini
generalizzati dello sviluppo, le anomalie genetiche possono esercitare
la loro influenza in misura diversa a seconda dei singoli
soggetti. In alcuni casi, infatti, i sintomi appaiono
così evidenti da non lasciare dubbi circa la diagnosi di una
patologia. In altri, invece, i tratti risultano
assai meno forti, tali da non far presagire l'insorgenza di un
disturbo vero e proprio, almeno secondo i metodi diagnostici
comunemente utilizzati.
"Nelle indagini comparative tra i bambini affetti da autismo e i loro
fratelli - spiega il dottor John N. Constantino, tra gli autori dello
studio - i sintomi lievi sovente
possono trarre in inganno i ricercatori. Molti di loro, infatti,
partono dal presupposto che se un bambino sia colpito dal disturbo, gli
altri non lo siano. In base ai dati in nostro possesso, però,
è molto probabile che tutti i bambini presentino la
medesima alterazione genetica, sebbene in misura diversa. Ciò
significa che molti di loro hanno dei tratti subclinici tipici
dell'autismo, pur non avendo mai sviluppato pienamente la patologia".
La ricerca degli studiosi americani ha dimostrato come circa un
fratello su cinque, nei primi anni di vita, denoti dei ritardi
più o meno accentuati nell'articolazione del linguaggio. Non
solo. Contrariamente a quanto si pensava fino a qualche tempo fa, a
soffrire di tali carenze non sarebbero solamente i
fratellini maschi, ma anche le sorelline, con un rapporto addirittura
di 3 a 2 (tre bambini ogni due bambine). "La differenza tra i due sessi
non poteva essere così pronunciata - aggiunge ancora Constantino
- Basandosi su criteri di diagnosi standardizzati, è possibile
che molte ragazze non siano state considerate".
I dati presi in esame dal team della Washington University provengono da un campione di circa 3.000 bambini appartenenti a 1.235
famiglie statunitensi, queste ultime aderenti al registro nazionale volontario denominato Interactive Autism Network
(sito internet: www.IANproject.org).
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