E ora il dottor Rossi vola anche con la Rossa
Ultimo aggiornamento 22 gennaio 2010 |
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Due
giorni di test sul circuito di Montmelò, nella Catalogna. Due
giorni per ribadire, una volta di più, che quando di mezzo ci
sono piste e motori col Dottore non si scherza. Mai. Velentino Rossi
torna al volante di una Ferrari ufficiale, la F2008. E ovviamente lo fa
a modo suo, ossia con l'estro del fenomeno che per nessun motivo al
mondo vuol saperne di smettere di stupire. |
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All'inizio
un mero riscaldamento. La prima giornata per il Valentino nazionale
serve giust'appena per riprendere confidenza con la Rossa, dopo due
anni di astinenza. Cauto, ad agio ad agio, quasi timido. Poi un brusco
testa-coda, complici le condizioni atmosferiche non proprio ottimali, e
qualche passaggio appena discreto. Troppo poco per chi da sempre
sull'asfalto non è abituato semplicemente a girare, ma a volare.
Così, il secondo giorno, il Dottore si decide a rompere gli
indugi. Via il grembiulino da scolaretto alle prime armi e sotto con la
lezione d'autore: dalla prima alla quarta in un batter di ciglia, curve
al limite pur senza piegamenti da equilibrista, affondi sul gas che
sfidano le leggi della gravità. Il risultato finale lascia poco
spazio ai dubbi: 1' 21'' 09. Appena tre decimi superiore al record
della pista di Kimi Raikkonen, nel 2008. Un tempo inaspettato, a dir
poco sbalorditivo.
"Sono contento, è stata un'esperienza positiva – ha
dichiarato il pilota al termine delle sessioni di prova, dopo 162
giri e oltre 680 chilometri percorsi – Le differenze tra auto e moto sono tante. Con
la macchina si va molto più forte in curva e si può
frenare anche più tardi. Bisogna trovare i riferimenti e cercare
di sfruttare il mezzo al massimo. Però è molto
divertente. È come giocare a basket o a calcio: c'è
sempre la palla, ma è diverso". E sul futuro, in bilico tra le
due e le quattro ruote (a novembre scadrà il contratto con la
Yamaha), Valentino gioca un po' a nascondersi, prendendo tempo per
decidere cosa fare da grande. "Bisognerà vedere un po' come
evolve la situazione. Vedremo...".
Il dottor Rossi e la Ferrari. Una tentazione forte, nonostante i dubbi.
Una prospettiva che affascina. Un rapporto iniziato quasi per gioco,
nel lontano 2004, quando il ragazzino terribile di Tavullia passava
tutto il tempo a smanettare sulle motorette e a ingegnare burle
divertenti per i fan davanti alle telecamere. Oggi, invece, alla soglia
dei 31 anni, maturo e "laureato", con la prospettiva di chiudere la
carriera in MotoGP col decimo titolo iridato, l'idea di un approdo in
pianta stabile alla corte di Maranello stuzzica eccome. In special modo
se, come si dice, a partire dal 2011 l'ipotesi della terza monoposto
dovesse davvero tramutarsi in realtà.
Dario Massara
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