L'Ikebana, l'antica arte della disposizione dei fiori
Ultimo aggiornamento 30 luglio 2010 |
|
 |
Una
vera e propria ricerca della perfezione e dell'armonia, tra
linearità, senso delle proporzioni, ritmi e colori. L'Ikebana,
letteralmente i "fiori viventi", è l'arte giapponese della
disposizione dei fiori recisi. In epoca antica veniva anche definita
col termine "Kado", ossia "la via dei fiori", a riprova dello stretto
legame intercorrente tra la disciplina artistica e i principi
spirituali della filosofia zen. |
|
Le
origini dell'Ikebana vengono fatte risalire alle tradizioni religiose
cinesi dei primi secoli avanti Cristo. In Giappone l'usanza delle
offerte floreali votive fu introdotta assieme al buddhismo, attorno al
VI secolo dopo Cristo. Proprio nell'Impero del Sol Levante essa
trovò terreno fertile per il suo successivo sviluppo. Nel
volgere di alcuni decenni, infatti, si assistette alla trasformazione
da iniziale offerta dei monaci agli dei, a forma artistica vera e
propria.
Dal punto di vista cronologico, il primo stile elaborato fu il Rikka
(XV secolo d.C.). Utilizzando sia rami che boccioli, esso si basava sul
principio dei sette elementi, ordinati tra loro per emulare la
grandiosità della natura, in particolare ricalcando la
fisionamia del celebre monte Sumeru, luogo sacro per il culto del
Buddha e ritenuto simbolo stesso dell'universo.
Col tempo, tra il XVI e il XVII secolo, si passò all'adozione di
forme più semplici. Dapprima si affermò lo stile Negeire,
legato alla celebrazione della cerimonia del tè. Di seguito fu
la volta dello stile Seika, maggiormente improntato alla filosofia zen,
il cui principio ordinatore divenne lo studio del rapporto tra le tre
energie universali primarie, ossia il cielo, la terra e l'uomo.
Attualmente a prevalere è il cosiddetto stile libero, ripartito
nelle due correnti naturalistica e astratta, in linea con gli ambienti
dei supercondomini delle odierne metropoli giapponesi, ovvero con
un'evoluzione dei gusti personali sempre più simile a quella dei
maggiori paesi occidentali.
Grande o piccola, lineare o asimmetrica, secondo i principi
dell'Ikebana una composizione deve prevedere l'utilizzo di diversi
elementi, tra cui fiori recisi, rami verdi, rami secchi, radici, sassi
colorati, canne di bambù. Nelle varianti moderne è
possibile aggiungere anche vetro, cartoncino, corde e metalli.
Essenziale, poi, la scelta del vaso: in ceramica, con tonalità
molto sobrie, o al massimo in rame. In ogni caso, tale da non turbare
l'armonia della natura riprodotta.
|
|
|
|