Simboli e geometrie: il cerchio chiave di volta della piana di Giza?
Ultimo aggiornamento 26 luglio 2010 |
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La
parte finita di piano delimitata da un insieme infinito di punti, tutti
equidistanti da un centro comune. Per l'uomo, fin dai tempi più
remoti, la rappresentazione del cerchio è sempre stata
caratterizzata da un elevato valore simbolico. Tale figura geometrica,
infatti, incarnava il luogo sacro in cui convergevano i principi di
armonia e perfezione, ovvero l'emblema del trascendente e della
spiritualità, in antitesi al materialismo tipico del vivere
quotidiano. |
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Così
come per tutte le civiltà antiche, anche in Egitto la figura del
cerchio ricorreva in immagini ed effigi dalle forti connotazioni
esoteriche. L'esempio più lampante, senza dubbio, la simbologia
del disco solare. Fulcro del sistema planetario a cui appartiene la
terra, nonché divinità assoluta ed essenza stessa
dell'armonia cosmica, astronomicamente il sole era identificato con un
cerchio avente un punto nel centro [Fig. 1]. Nel linguaggio dei segni esso incarnava
l'essere unico e immanente, che irradia, attraverso le dimensioni
spazio e tempo, il proprio ordine divino per colmare il vuoto del caos.
Oltre che nel logogramma del sole, il cerchio ricorreva anche in un
altro simbolo di particolare rilevanza, quello che descriveva la Duat,
ossia l'Aldilà celeste. Nello specifico, si trattava di una
sorta di elementare stella a cinque punte, inscritta all'interno in una
circonferenza perfetta [Fig. 2]. Con tutta probabilità il
pittogramma era riconducibile alla dottrina di un oltretomba non terreno
(per l'appunto stellare), persino antecedente all'avvento del culto di
Osiride.
Immagini,
simulacri, ma non solo. Nel corso degli ultimi decenni, l'attezione di
diversi ricercatori si è rivolta anche allo studio delle
planimetrie dei siti archeologici, mediante il ricorso ai dettami della
cosiddetta paleoarcheologia. In tal senso, uno degli approcci
più originali e degni di nota è quello proposto
dall'italiano Diego Baratono. Già da alcuni anni, infatti, egli
sostiene che la disposizione nello spazio degli elementi architettonici
presenti sull'altopiano di Giza sia stata elaborata in funzione di uno
specifico principio ordinatore di natura geometrica, basato proprio
sulla figura piana del cerchio.
Nei giorni scorsi, dalle pagine del blog "Archeologia Nuova", lo stesso
Baratono ha reso noto un dettaglio di particolare rilievo
inerente alla sua teoria sull'area della necropoli, dettaglio in grado di
confermare il principio di equidistanza delle tre celeberrime piramidi. Al fine di
rendere la sua tesi di facile comprensione per tutti i lettori, di
seguito proponiamo un semplice "gioco", per risolvere il quale è
sufficiente scaricare un'immagine satellitare della piana di Giza
(ad esempio da Google Maps), quindi munirsi di matita, righello e compasso.
La
condizione di equidistanza che è sottesa alla zonizzazione
geometrica delle tre piramidi di el-Giza è governata
dall'equivalenza espressa con: AB = CD, dove
A = spigolo NORD lato OVEST di CHEOPE
B = spigolo SUD lato EST di CHEFREN
D = spigolo NORD lato EST di CHEOPE
C = punto mediano di CHEFREN ricavato puntando il compasso in D con apertura AB
La circonferenza che si ottiene puntando il compasso in C con apertura
AB toccherà i vertici D ed E (spigolo SUD lato OVEST di
MICERINO) passando per la zona frontale della SFINGE, confermando
"geometricamente" l'equidistanza delle Piramidi di el-Giza. |
Per
chi non fosse particolarmente avvezzo all'utilizzo degli strumenti per
il disegno tecnico o, semplicemente, non avesse abbastanza tempo, riportiamo qui
in basso una nostra soluzione grafica.
Come
si evince dalla mappa, le piramidi appaiono tra loro perfettamente
equidistanti, in ragione del valore del raggio AB della circonferenza
avente per centro il punto mediano del lato est del mausoleo di
Chefren. Ciò a
riprova di come la collocazione delle tre opere megalitiche non sia
stata affatto la risultante di un mero evento casuale, bensì il
frutto di un unico disegno progettuale dell'intera area di Giza,
elaborato secondo
rigidi criteri di tipo matematico.
Per ulteriori informazioni sull'argomento, ovvero per contattare direttamente il ricercatore
Diego Baratono, vi invitiamo a consultare il blog di Archeologia Nuova
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