Diminuire i rifiuti risparmiando sul concime: il compostaggio
Ultimo aggiornamento 19 aprile 2010 |
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Salvaguardare
l'ambiente, diminuendo di almeno un quarto i rifiuti prodotti, e al
contempo risparmiare i soldi per il terriccio e i fertilizzanti. Due
esigenze importanti, in special modo per chi vive in campagna o per
chi, comunque, possiede un giardino. Invero facilmente conciliabili,
mediante un unico processo, del tutto naturale, che permette di
trasformare e riutilizzare buona parte della frazione organica presente
nei nostri scarti domestici: il compostaggio. |
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Che
cos'è il compost? Il compost è il risultato della
decomposizione di un misto di materiali organici da parte di batteri,
microrganismi aerobi, piccoli insetti e lombrichi. In sostanza, si
tratta di un terriccio ricco di sostanze nutritive, principalmente
azoto, fosforo, potassio e calcio. Ideale per chi voglia praticare
l'agricoltura biologica o il florovivaismo, può essere
utilizzato come fertilizzante negli orti botanici come nei giardini.
Il procedimento per ottenere un buon compost è relativamente
semplice, almeno per quanto attiene al cosiddetto compostaggio "a
freddo" o domestico. In primo luogo, occorre munirsi di un composter,
ossia un contenitore, in genere di plastica, dotato di due aperture,
una superiore per inserire il materiale da compostare, una inferiore o
laterale per prelevare il prodotto maturo e pronto all'uso. In mancanza
del composter, si possono impiegare anche bidoni o cassette,
opportunamente perforati per garantire una buona aerazione, privi di
fondo o al massimo separati dal terreno con una grata, dotati di
coperchio per impedire un eccesso di umidità a causa di
eventuali precipitazioni. Una volta posizionato il contenitore, basta
inserire i rifiuti organici al suo interno, avendo cura di disporre i
materiali alternandoli con sottili strati di terra.
Ovviamente non tutti i residui e gli scarti sono adatti al
compostaggio. In linea generale, vanno bene le potature dei giardini,
come rami e foglie (meglio se triturati), erba, fiori secchi, erbacce
estirpate, paglia, aghi di pino, segatura e cenere ottenuta dalla
combustione di legname. Si possono aggiungere taluni residui di cucina,
quali frutta e ortaggi, avanzi di pane, gusci d'uovo, filtri di
camomilla e tè, fondi di caffè, piccole quantità
di cartone e tessuto naturale. Di contro, sono assolutamente da evitare
gli scarti di carne e pesce, l'olio, i materiali plastici, i frammenti
di verto e di ceramica, i metalli, le ossa, la carta stampata e i
tessuti sintetici o comunque tinti.
Affinché il terriccio sia utilizzabile, è opportuno
attendere almeno 3-4 mesi (compost fresco), preferibilmente 6-9
(compost maturo). Ad ogni buon conto, va detto che l'ottenimento di un
prodotto di qualità dipende in misura rilevante da due fattori
chiave: l'aerazione e l'umidità. Circa la prima, per migliorare
la miscelazione dei materiali con l'ossigeno, è consigliabile
smuovere periodicamente la massa nel contenitore, con un forcone o un
rastrello, almeno un paio di volte nei primi mesi. Riguardo
all'umidità, invece, è bene che il compost non sia mai
troppo secco o troppo bagnato. In particolare, nell'ultimo caso si
innescherebbero sgradevoli processi di putrefazione, tali da mettere a
rischio la riuscita dell'intero lavoro.
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