Home | Contatti | Link utili | Multimedia | Informazioni 
 Home >> Tempo libero
Il tresette, un gioco antico e dalle molteplici varianti
Ultimo aggiornamento 31 dicembre 2010
Come tutti gli anni, con le feste natalizie, in famiglia e con gli amici sono in molti a riscoprire il piacere di una bella partita a carte. Italiane o francesi. Briscola, scopa o sette e mezzo, ovvero scala quaranta, ramino o il gettonatissimo poker. Tra gli innumerevoli giochi uno dei più antichi e apprezzati è senza dubbio il tresette. Un passatempo diffuso su tutto il territorio nazionale, sebbene in diverse varianti, e con la possibilità di coinvolgere fino ad otto partecipanti.
Storicamente le origini del tresette vengono fatte risalire all'Impero spagnolo del Cinquecento. Fu proprio grazie ad alcuni marinai iberici che esso venne introdotto nel Regno delle Due Sicilie, verso la seconda metà del XVII secolo. A Napoli, in particolare, il gioco conobbe subito una grandissima popolarità, tanto da divenire oggetto di un autentico trattato ufficiale in latino maccheronico, il Codice di Chitarrella del 1750, dal nome del prete che ne curò personalmente la redazione. Oltre che nel napoletano, il tresette si diffuse molto in Calabria, nonché in alcune aree dell'Impero asburgico, principalmente nel Veneto e nella Dalmazia (l'odierna Croazia). Quanto al suo nome, pur non essendovi certezze al riguardo, in molti sono concordi nel ritenere che all'inizio, al pari delle figure, anche i "sette" valessero 1/3 di punto, ossia che le carte con valore di punteggio andassero in ordine decrescente dal "tre" al "sette".

Il tresette si gioca con un classico mazzo da quaranta suddiviso in quattro semi (denari, coppe, bastoni e spade). Il valore delle carte è il seguente: 3, 2, asso, re, cavallo, fante, 7, 6, 5 e 4. Designato il mazziere, la distribuzione prevede l'assegnazione a ciascun giocatore di dieci carte, cinque per volta, procedendo in senso antiorario. Ogni partita è costituita da turni o "passate", in cui ciascun contendente gioca di volta in volta una singola carta. La presa spetta al giocatore o alla squadra che ha messo sul tavolo la carta più alta dello stesso seme (se il primo di mano gioca denari tutti devono rispondere con denari, a meno che non si possieda alcuna carta del seme, nel qual caso si parla di "piombo"). All'esaurire delle carte si chiude una "mano" e si passa al calcolo del punteggio, da sommare a quello delle altre mani. Tre, due, re, cavallo e fante valgono 1/3 di punto, l'asso vale un punto, così come l'ultima presa, per un totale di 11 punti. Punti aggiuntivi possono venire anche da eventuali "accusi": la napoli (o napoletana), cioè la combinazione di asso, 2 e 3 dello stesso palo, corrispondente a tre punti; il bongioco (o buon gioco), ovvero tre (quattro) assi, 2 o 3, del valore di tre (quattro) punti. Vince la partita chi per primo raggiunge un certo punteggio (21, 31 o 51 punti, dipende dalla versione del gioco).

A seconda delle località geografiche, esistono numerose varianti del tresette. Quella più diffusa è il tresette incrociato a coppie fisse o quartiglio, che si gioca con due squadre da due, disposte a croce, in modo tale che gli appartenenti alla stessa compagine si trovino l'uno di fronte all'altro. Il tresette a due o "a pizzico" prevede, invece, la presenza di due soli partecipanti. Anche in tale formula si distribuiscono dieci carte ciascuno, lasciando il resto del mazzo sul tavolo girato sul dorso. Dopo ogni passata i giocatori devono pescare una carta, avendo cura di mostrarla all'avversario. Sono consentiti gli accusi. Altre versioni molto conosciute sono la calabresella, il terziglio e il tresette col morto (con tre giocatori), il quintiglio (con cinque), il sestiglio (con sei) e l'ottigliato (con otto). Molto particolare e divertente il tresette a perdere, meglio noto come ciapanò o traversone: pur con le stesse regole della versione tradizionale, in questo caso lo scopo è quello di totalizzare il minor punteggio possibile.

Benché non si possa rivelare in alcun modo al compagno le carte in proprio possesso, in quasi tutte le varianti è tuttavia prevista la possibilità di effettuare delle dichiarazioni mediante l'utilizzo di alcuni gesti convenzionali. Di essi, in particolare, ne ricordiamo tre: il "busso", consistente nel picchiare con le nocche della mano sul tavolo, che significa "gioca la carta più alta e poi ritorna sullo stesso seme"; lo "striscio", ossia trascinare la carta sul tavolo prima di calarla, che significa "ne ho altre dello stesso seme"; il "volo", espresso col lancio della carta in fase di calata, che significa "ho finito le carte del seme".

Per maggiori informazioni sul gioco del tresette e sui numerosi circoli presenti in tutto il paese, vi invitiamo a consultare il sito ufficiale della Fitres, la Federazione Italiana Tresette.

Bookmark and Share



 

 MULTIMEDIA
Qualunquemente - Il trailer
Video
Beatsteaks - Milk & Honey
Video
Le cascate del Niagara
Video
>> Vai all'archivio MULTIMEDIA


 SITI CONSIGLIATI



Home  |  Canali tematici  |  Contatti  |  Link utili  |  Multimedia  |  Feed RSS

Mappa del sito  |  Informazioni
Ideazione e realizzazione grafica del sito GRAPHIX76