Nello spazio scoperti insoliti sistemi di nane bianche
Ultimo aggiornamento 19 novembre 2010 |
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Cercare
una cosa e trovarne un'altra del tutto inaspettata. Un
evento piuttosto frequente in ambito scientifico. Di fatto è
quanto capitato pochi giorni fa ad un gruppo di astronomi dello
Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge, nel Massachusetts, in
collaborazione con alcuni colleghi dell'Istituto di Astrofisica delle
Canarie. Impegnati nell'osservazione delle prime stelle iperveloci in
fuga dalla Via Lattea, gli studiosi si sono imbattuti in una dozzina di
sistemi binari di nane bianche, diversi dei quali sembrano destinati a
fondersi ed esplodere come supernova. |
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Non
si tratta di normali nane bianche, ovvero di corpi celesti aventi
densità elevatissime, capaci di compattare la massa del Sole
all'interno di una sfera delle dimensioni della Terra. Al contrario, le
stelle appena scoperte appaiono molto leggere, appena un quinto della
massa solare, e risultano composte quasi interamente da elio. Inoltre
sono strutturate in sistemi binari, ovvero si presentano come oggetti
per grandezza equiparabili al nostro pianeta, orbitanti l'uno attorno
all'altro, a una distanza inferiore al raggio del Sole.
"Invero questi sistemi binari sono alquanto strani" ha dichiarato
Warren Brown, coordinatore del team dello Smithsonian Center e
principale autore degli articoli che descrivono la scoperta. "Le nane
bianche in questione sembrano quasi passate attraverso un drastico
programma di dimagrimento - ha aggiunto Carlos Allende Prieto,
astronomo dell'Istituto di Astrofisica delle Canarie e coautore dello
studio - Queste stelle si muovono in orbite così ravvicinate da
essere soggette a forze simili a quelle delle maree terrestri, forze
talmente intense da determinare una notevole perdita della loro massa".
A detta degli scienziati, girando l'una intorno all'altra a distanza
ravvicinata, le nane bianche generano delle onde gravitazionali che
tendono a frenare l'energia orbitale, rendendo le spirali sempre
più strette. Conseguenza di ciò, nel volgere di circa 100
milioni di anni, alcune di loro finiranno col fondersi. Una volta fuse,
poi, è possibile che la loro massa totale determini l'esplosione
di una supernova underluminous, fenomeno ricorrente ogni duemila anni,
caratterizzato da un'emissione di luminosità quasi cento volte
inferiore a quella di una normale supernova di tipo Ia.
Tra i candidati a tale sorte, il sistema J0923 3028, costituito da una
coppia di stelle, l'una (visibile) grande quattro volte la Terra e
pesante un quarto del Sole, l'altra (non visibile) grande come la Terra
e pesante poco meno della metà del Sole, separate da una
distanza lineare di appena 350.000 chilometri.
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