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A Londra la nuova Italia di Prandelli stecca la prima
Ultimo aggiornamento 12 agosto 2010
Debutto bagnato, debutto sfortunato. All'Upton Park di Londra, sotto un diluvio di proporzioni bibliche, la nuova Italia di Cesare Prandelli inaugura l'era della rifondazione rimediando una sconfitta di misura dalla Costa d'Avorio. Rete di Kolo Touré al 10' del secondo tempo, quindi tediosa melina degli africani, con gli azzurri troppo imballati per recuperare. Prosegue così l'annus horribilis del calcio nostrano, almeno a livello di nazionale: dall'inizio del 2010, tra gare ufficiali e amichevoli, neppure una vittoria.
Ricostruire dalle fondamenta una squadra di calcio, di per sé, non è un'impresa facile. A maggior ragione una nazionale dopo una disfatta come quella sudafricana. Di ciò ne erano consapevoli tutti, compreso il neo commissario tecnico bresciano. Non a caso, martedì sera, questi ha avuto modo di degustare il suo primo antipasto in agrodolce alla londinese. Pietanza non proprio per palati sopraffini, insipida al punto tale da lasciar intendere quanto ci sarà ancora da sospirare prima di riassaporare i succulenti manicaretti delle tavole berlinesi.

Non sono bastate una discreta dose di buona volontà e la vena di un Cassano in versione trequartista alla Sneijder, a tutto campo e prodigo di assist per i compagni, almeno fin quando ha retto. Di gioco, infatti, se ne è visto poco e solo nella prima frazione, con le punte Amauri e Balotelli, rispettivamente bravo a sgomitare e diligente sulle fasce, ma tutt'altro che pungenti sotto porta. Nella ripresa, invece, con Borriello, Quagliarella e Rossi, la squarda era ormai stanca e non si è quasi mai prodotta in azioni degne di nota, eccezion fatta per il palo di Motta.

A parte le polveri bagnate dei cannonieri, ad onor del vero le notizie peggiori sono venute dalla difesa. Nonostante il filtro dell'accoppiata De Rossi-Palombo, la retroguardia ha ballato e non poco di fronte alla fisicità degli avversari. In particolare, nella zona di centro-destra, tra Bonucci e Motta, ogni affondo ivoriano era una palla gol. Con l'ingresso di Cassani sulla corsia esterna la situazione è migliorata di poco. Ma senza le chiusure un po' affannose di Chiellini, per altro responsabile in occasione del gol, al centro sarebbero stati dolori.

"Sapevamo che era abbastanza difficile mettere insieme una squadra organizzata in due giorni – ha dichiarato Prandelli alla fine del match – I ragazzi hanno dato tutto quello che potevano dare in questo momento. Dobbiamo lavorare con serenità ed entusiasmo, i margini di miglioramento ci sono". Circa le prestazioni dei singoli, il CT ha comunque apprezzato le prove di Cassano e Balotelli, al suo esordio assoluto, rilevando come "per giocare con tre attaccanti sia necessario trovare i giusti equilibri".

È vero, le attenuanti erano tante. Una condizione fisica approssimativa, i molti esordienti, una compagine abbastanza giovane e con poca esperienza internazionale, nella quale pochi elementi, in passato, hanno avuto la possibilità di accumulare gettoni di presenza in competizioni per così dire "formative", quali Champions ed Europa League. Tuttavia gli azzurri hanno palesato carenze piuttosto evidenti, soprattutto sul piano della personalità. Un aspetto su cui l'ex tecnico della Fiorentina avrà molto da lavorare in vista della partita d'esordio per le qualificazioni agli Europei
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Dario Massara

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