E fu così che Mamma Rai snobbò il conte toscano
Ultimo aggiornamento 12 dicembre 2009 |
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"Quant'ha
fatto la Fiorentina?". Così all'epoca l'eccentrico conte
Uguccione 'Orpello degli Orpelli' era solito interrogare i tre della
Gialappa's, per essere erudito circa il risultato della sua squadra del
cuore, non vedendola in TV. Ebbene, ad anni di distanza, il tormentone
potrebbe tornare di moda. In Champions, grazie alle scelte discutibili
dei dirigenti del servizio pubblico. |
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E
dire che i viola, mai teletrasmessi nei vari martedì e
mercoledì di coppa, nel corso dell'intera fase a gironi della
massima competizione continentale per club, sono stati gli unici a
tenere alta l'immagine del calcio nostrano. Cinque vittorie in sei
partite, per altro contro fior di squadre, come il Lione e lo
spauracchio Liverpool. In termini di punti solo il Bordeaux ha fatto
meglio. Numeri sì, ma anche gioco e di ottima qualità.
Con Gilardino, Marchionni, Vargas e Jovetic a ricoprire, di volta in
volta, il ruolo di grandi mattatori sul rettangolo verde. Inoltre, particolare di non poco conto, quasi sempre
senza Mutu, sulla carta l'elemento di spicco della compagine di
Prandelli.
"Sono in sciopero contro la Rai" recitava un cartello esposto
nell'aeroporto all'arrivo della squadra dopo la vittoriosa trasferta di
Liverpool. Dall'iniziativa del singolo alle richieste sarcastiche
provenienti dal web. "Che i dirigenti Rai continuino su questa linea e
non trasmettano neanche le prossime gare degli ottavi di finale –
si è letto in questi giorni su alcuni siti legati ai colori
viola – Non vorremmo poi dover dire che Mamma Rai porti male...".
Snobbata o, semplicemente, messa in secondo piano per esigenze di
palinsesto. Comunque sia, per fortuna l'allegra brigata toscana c'era,
giocava e, soprattutto, vinceva. Infatti, a giudicare dalle enormi
difficoltà delle milanesi, da Barcellona a Zurigo, e dalla
sonora batosta rimediata dalla Juve coi pugnaci bavaresi del sergente
Van Gaal, senza la Fiorentina il football italico avrebbe vissuto
l'ennesimo periodo di vacche magre. E anche se a maggio difficilmente i
viola potranno stringere tra le mani l'ambita coppa dalle lunghe
orecchie, per lo meno per sei partite hanno avuto il merito di
riconciliarci col bel gioco.
Dario Massara
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