Al Vittoriano Mondrian e la ricerca dell'armonia perfetta
Ultimo aggiornamento 8 novembre 2011 |
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La
ricerca dell'armonia perfetta, attraverso un'analisi della
realtà universale delle cose, espressa col linguaggio puro della
linea retta, dei piani e dei colori primari. A cinquantacinque anni
dall'ultima monografica nella città di Roma, il Complesso del
Vittoriano ospita "Mondrian. L'armonia perfetta", un'importante
retrospettiva interamente dedicata all'artista olandese. Circa settanta
opere provenienti da tutto il mondo, che ripercorrono il pensiero di
uno degli autentici padri dell'Astrattismo. In mostra fino al 29
gennaio 2012. |
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"La
Natura (o ciò che ne vedo) mi ispira, mi mette, come ogni altro
pittore, in uno stato emozionale che mi provoca un'urgenza di fare
qualcosa, ma voglio arrivare più vicino possibile alla
verità e astrarre ogni cosa da essa, fino a che non raggiungo le
fondamenta (anche se solo le fondamenta esteriori!) delle cose...".
Così Piet Mondrian, in una lettera ad Hans-Peter Bremmer, nel
1914, descriveva l'essenza più intima della sua poetica:
arrivare al cuore delle cose, al fine di decifrare il codice segreto
che regola l'armonia universale delle stesse, nel tentativo di
riprodurlo per mezzo dell'arte.
A dispetto dell'apparente semplicità delle forme impresse sulle
tele, in particolare nelle scacchiere neoplastiche della piena
maturità creativa, il linguaggio figurativo di Mondrian
è invero uno dei più articolati e complessi dell'intero
Novecento. Un linguaggio frutto di una continua evoluzione artistica e filosofica, nell'arco di
oltre un trentennio: dai primi paesaggi impressionisti di inizio secolo
(principalmente vedute campestri e mulini), ai successivi disegni a
pastello e carboncino raffiguranti scenari cupi di alberi in silhouette
e fiori, nei quali era già possibile scorgere i primi sprazzi
delle future astrazioni geometriche; dalle opere di dichiarata
ispirazione cubista durante il soggiorno parigino (in realtà il
Cubismo rappresentò solo una mera tappa nel cammino verso la
figurazione pura), fino alla svolta decisiva del Neoplasticismo, con la
pubblicazione di articoli e saggi sulla rivista "De Stijl", di cui egli
stesso fu tra i fondatori nel 1917, e, soprattutto, con la definizione
di una nuova armonia in senso geometrico, fatta di composizioni
astratte dalle linee nere rigorosamente orizzontali e verticali, gli
spazi bidimensionali regolari e l'uso dei soli colori primari (oltre al
nero, il bianco, il blu, il giallo e il rosso).
Curata da Benno Tempel, Direttore del Gemeentemuseum dell'Aia,
istituzione che ospita la più grande collezione di opere
dell'artista, la mostra capitolina punta a cogliere il percorso
evolutivo del maestro di Amersfoort, ponendo l'accento sul concetto di
armonia universale da lui stesso elaborato. In esposizione circa
settanta quadri, tra dipinti su tela e disegni, più altri
quaranta di artisti che ebbero una notevole influenza sul suo pensiero
artistico. Da rilevare anche la presenza di un'inedita installazione
musicale a cura di Claudio Strinati, con pezzi, tra gli altri, di
Charles Ives, Anton Webern, Georg Antheil, Duke Ellington e Glenn Miller.
Per maggiori informazioni:
Complesso del Vittoriano
Via di San Pietro in Carcere - Roma (RM)
E-mail: museo.vittoriano1@tiscali.it
Tel. +39 066780664
Orario di apertura:
Dal lunedì al giovedì ore 9.30-19.30, venerdì e sabato ore 9.30-23.30, domenica ore 9.30-20.30
Fino al 29 gennaio 2012
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