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Natura e filosofia zen: i giardini giapponesi
Ultimo aggiornamento 27 novembre 2010
In Giappone i giardini delle case tradizionali e dei santuari sono caratterizzati dalla loro straordinaria similitudine con la natura. Muschi, licheni, sempreverdi, canne di bambù, ma anche rocce, pietre e sabbia, senza dimenticare alberi da fioritura, piccoli arbusti a forma globosa e gli immancabili laghetti artificiali. Da sempre i giardini sono luoghi di tranquillità e riflessione, fonte d'ispirazione per uomini di culto, artisti e letterati.
Esistono tre tipi principali di giardini: lo tsukiyama o stile collinoso; il karesansui o stile secco o pianeggiante; il chaniwa o giardino del tè. I giardini collinari presentano un laghetto centrale, sovente con un isololotto collegato tramite un ponte. Il colore prevalente è il verde, in varie tonalità, risultante di muschi, erba bassa, piccoli arbusti, alberi dai rami sapientemente incurvati e intrecciati. Di tanto in tanto, però, fanno capolino alcuni sprazzi di colore: petali di azalee, camelie e rododendri, ma anche fiori di peschi, ciliegi e nespoli. Lo sviluppo si dipana su più piani, grazie all'alternarsi di colline e avvallamenti, secondo le tecniche shakkei e ikedori ("cattura del vivo"), ove possibile utilizzando persino il panorama esterno come cornice.

Il giardino pianeggiante o zen prevede, invece, la presenza di pochi arbusti e alberi. Gli elementi che prevalgono sono sassi, sabbia e ghiaia. L'ambiente assume un colore uniforme, tra il grigio e l'avorio chiaro, intervallato da piccoli gruppi di rocce più scure, rigorosamente levigate dall'azione degli agenti atmosferici e mai lavorate o tagliate dall'uomo, collocate in punti strategici col preciso intento di dar vita a rappresentazioni astratte tridimensionali. I giardini secchi sono tipici dei luoghi di culto, dacché l'atmosfera che trasmettono risulta perfetta per ispirare una profonda meditazione.

Il giardino del tè è così definito perché funge da scenario naturale per l'omonimo cerimoniale. Secondo la tradizione esso costituisce la vera e propria quarta parete della sala da tè. Il chaniwa vede la prevalenza di muschi, arbusti bassi e sempreverdi, intervallati da staccionate di bambù. Importante anche la presenza di un breve sentiero pietroso dall'andamento irregolare, utile per condurre gli ospiti al lavabo esterno per lavarsi le mani prima della cerimonia.

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