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Nel cervello gli estrogeni influiscono sulla trasmissione sinaptica
Ultimo aggiornamento 1° agosto 2011
Gli estrogeni come veri e propri neurotrasmettitori all'interno delle cellule cerebrali. Secondo uno studio condotto di recente da un team di scienziati della University of Massachusetts Amherst, alcune di queste sostanze, oltre che soprintendere alle principali funzioni degli apparati interni dell'organismo, ricoprirebbero un ruolo cruciale anche in diversi processi cognitivi, quali ad esempio la memorizzazione degli eventi. I risultati delle loro ricerche sono stati pubblicati sull'ultimo numero di luglio della rivista Journal of Neuroscience.
Al pari di tutte le altre secrezioni steroidee, nell'uomo come negli animali, l'estradiolo è un ormone in grado di attivare una serie di reazioni volte a modificare il colesterolo. Basandosi su una serie di test di laboratorio effettuati su taluni esemplari di Taeniopygia guttata, un piccolo uccello meglio noto coi nomi di Diamante mandarino o Fringuello zebra, i neuroscienziati statunitensi hanno osservato come tale estrogeno, oltre che nelle ovaie e nei testicoli, venga prodotto anche all'interno delle terminazioni nervose delle cellule cerebrali, in modo molto rapido e preciso, e solo quando esplicitamente richiesto dal cervello.

"Si tratta di un meccanismo di controllo incredibilmente veloce e preciso - ha dichiarato Luke Remage-Healey, esperto di neuroendocrinologia e coordinatore del gruppo di ricerca dell'Università del Massachusetts - Il cervello sintetizza l'estradiolo nell'ambito della giunzione sinaptica (la struttura che permette la comunicazione dei neuroni tra loro o con le altre cellule, ndr) in maniera estremamente mirata. Ora sappiamo che il cervello è in grado di produrre un proprio quantitativo di estrogeni, il cui comportamento è molto più simile a quello di un neurotrasmettitore che non di un ormone".

Nello specifico degli esperimenti, gli scienziati hanno dapprima introdotto nelle terminazioni presinaptiche degli uccelli una dose limitata di conotossina, una sostanza estratta dal secreto velenoso delle conchiglie del genere Conus, attraverso una minuscola sonda del diametro di un micron. Alterando in modo diretto il livello di calcio nelle cellule, elemento necessario per l'attivazione degli impulsi nervosi, la tossina ha altresì inibito la produzione di estradiolo. Successivamente, sospendendo l'inoculazione di quest'ultima, col ritorno ad un livello normale del calcio, gli studiosi hanno osservato come la sintetizzazione dell'estrogeno, in risposta agli stimoli nelle terminazioni presinaptiche, fosse ripresa in maniera pressoché immediata e nelle sole aree cerebrali.

"Con altri test - ha aggiunto Remage-Healey - abbiamo altresì constatato come la percentuale di estradiolo presente in talune aree del cervello possa dipendere da stimoli esterni, quali un suono. Ciò dimostra che la sua produzione tende a variare molto più velocemente e in misura specifica rispetto a quanto si era ipotizzato fino ad oggi".

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale della University of Massachusetts Amherst
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