Florence Noiville, una dura critica alla cultura del profitto
Ultimo aggiornamento 28 settembre 2010 |
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Crisi
economica e formazione accademica: le grandi scuole hanno la loro parte
di responsabilità nella crisi che sta devastando i mercati, con
pesanti ripercussioni anche sulla società civile? Sono state in
grado di preparare le nuove classi dirigenti ad affrontare l'attuale
stato di emergenza? A porsi tali interrogativi è Florence
Noiville, nota giornalista francese di 'Le Monde', autrice del libro
'Ho studiato economia e me ne pento', da poco uscito nelle librerie
italiane. |
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Laureata
in diritto commerciale presso una delle più prestigiose business
school della Francia, l'École des Hautes Études
Commerciales, nel suo breve saggio Florence Noiville non esita a
condannare senza mezzi termini il fallimento della legge del "profitto
prima di tutto". In particolare, tra i principali responsabili di
quest'ultimo figurerebbero proprio le scuole economiche d'eccellenza. A
suo dire, infatti, esse si limiterebbero ad orientare gli studenti
esclusivamente in direzione della massimizzazione dei profitti
finanziari, formando così uno stuolo di manager nutriti della
cultura della prestazione (e dei soldi), privi di etica sociale e del tutto impreparati ad
affrontare il disastro dei nostri giorni.
"Com'è possibile - si domanda la giornalista - che una
formazione di altissimo livello arrivi a impedirci di essere padroni
del nostro destino? Perché mai studi così esclusivi
portano a un mondo di 'gregari dorati', una realtà di pecoroni
pluridiplomati, che, al seguito di anonimi pastori, non hanno
difficoltà a lanciarsi tutti quanti insieme nel baratro delle
crisi più profonde? E perché continuiamo a credere che
queste greggi siano il simbolo stesso dello spirito imprenditoriale,
del coraggio e del successo?".
Tra ricordi autobiografici e casi concreti, la Noiville traccia una
panoramica demistificatoria su alcune delle maggiori problematiche
dell'economia capitalistica. Un'analisi lucida, una critica tagliente e
ricca di ironia nei confronti dei privilegi delle élite
manageriali. Alla fine, poi, un sogno: la nascita di un nuovo sistema
produttivo eticamente sostenibile, basato sulla tutela degli interessi
collettivi, nel quale l'azienda torni ad essere un semplice strumento
al servizio della società e dell'uomo.
Per chi volesse approfondire l'argomento:
Florence Noiville, Ho studiato economia e me ne pento, Bollati Boringhieri, 2010, pp. 120.
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