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Missione Kepler: scoperto pianeta extrasolare in zona abitabile
Ultimo aggiornamento 12 dicembre 2011
Dopo la scoperta del primo pianeta roccioso di tipo terrestre a inizio gennaio, appena la settimana scorsa gli scienziati della NASA impegnati nella Missione Kepler hanno confermato l'esistenza di un pianeta all'interno della zona abitabile del sistema costituito attorno alla stella Kepler-22, a circa 590 anni luce dalla Terra, nella costellazione del Cigno. A loro dire, si tratta di una tappa importante nella ricerca di un ambiente extraterrestre potenzialmente in grado di ospitare forme di vita complesse.
Denominato Kepler-22b, il pianeta in questione è grande pressappoco 2,4 volte la Terra. In assoluto, si tratta del più piccolo mai osservato all'interno di una cosiddetta regione di abitabilità, ossia di un'area in cui è possibile riscontrare la presenza di acqua allo stato liquido, caratteristica fondamentale per la nascita e lo sviluppo di una qualche forma di vita. Allo stato attuale, i ricercatori non sono ancora nelle condizioni di pronunciarsi circa la struttura morfologica della sua superficie, stabilendo, cioè, se essa abbia una prevalenza rocciosa ovvero liquido-gassosa. Di certo si sa che il pianeta orbita attorno alla nana gialla Kepler-22 e che il suo periodo di rivoluzione dura circa 290 giorni terrestri. Inoltre, condiderando che la distanza dalla stella madre è inferiore di quasi il 15 per cento rispetto a quella che divide la Terra dal Sole e che la luminosità della stella è circa il 25 per cento in meno di quella solare, si ipotizza che la sua temperatura media possa attestarsi intorno ai -10°C, salendo fino a 21°C in presenza di un'eventuale atmosfera con effetto serra.

"La scoperta costituisce un'autentica pietra miliare nella strada della ricerca di un pianeta gemello della Terra - ha dichiarato Douglas Hudgins, membro della Missione Kepler presso il quartier generale della NASA a Washington - I risultati di Kepler continuano a dimostrare l'importanza delle missioni scientifiche della NASA, missioni aventi lo scopo di rispondere ad alcune delle domande più significative riguardo al nostro ruolo nell'ambito dell'universo". "La fortuna ci è stata benevola con la scoperta di questo pianeta - ha aggiunto William Borucki, coordinatore del team di ricerca presso l'Ames Research Center a Moffett Field, in California - Il primo transito era stato immortalato appena tre giorni dopo aver dichiarato la sonda pronta sul piano operativo. Al terzo e definitivo transito abbiamo invece assistito nel corso del 2010".

A poco più di due anni e mezzo dal lancio del telescopio spaziale, dal marzo 2009, la Missione Kepler ha consentito, attraverso l'utilizzo del metodo del transito, l'individuazione di ben 1.094 nuovi corpi celesti, tutti candidati ad essere catalogabili come pianeti. Dal rilascio dell'ultimo catalogo ufficiale degli oggetti osservati, nello scorso febbraio, il numero dei pianeti candidati è aumentato dell'89 per cento, arrivando a quota 2326. Di essi, 207 sono approssimativamente delle dimensioni della Terra, 680 sono super-Terre, 1.181 hanno le dimensioni di Nettuno, 203 quelle di Giove e 55 sono più grandi di quest'ultimo.

Per maggiori informazioni consulta il sito ufficiale della Missione Kepler della NASA
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