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Anacreonte
Nacque
attorno al 570 a.C. a Teo, nella Ionia. Dopo la conquista della
città da parte dei Persiani, emigrò ad Abdera e
iniziò a condurre una vita nomade. Soggiornò a
Samo,
presso il tiranno Polìcrate, ad Atene e nella Tessaglia. Si
dice
che morì vecchissimo. Tema principale delle sue liriche
è
l'amore efebico. Da ricordare, però, anche alcuni epitaffi
ricchi di tensione e orgoglio patriottico. Di lui restano oltre 100
frammenti.
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Frammenti
Consiglio
Ormai son vecchio, ascoltami fanciulla.
Sei bella coi capelli lunghi
e la veste d'oro.
Evasione
Con ali leggere volo nell'Olimpo,
per amore.
Il famciullo non vuol
far l'amore con me.
La cerbiatta
Tenera, come una cerva piccina
che vaga per la selva,
e non trova la mamma
con le grandi corna,
e trema di paura.
Convivio
Acqua, vino, un ragazzo
e ghirlande di fiori.
Prendi tutto, con Eros
voglio pugnare.
Preghiera
Artemide, cacciatrice di cervi,
bionda figlia di Giove,
regina delle fiere, ti prego:
proteggi i gorghi del Leteo,
città animosa e lieta.
Così civile è il popolo che governi.
Serenata
Ho spezzato un frammentino di focaccia,
ho tracannato un orcio di vino, fino in fondo.
Ora, cetra in mano,
canto la serenata alla mia fanciulla.
La palla rossa
Scaglia la palla rossa,
Eros dall'auree chiome,
e al gioco mi sfidi un'altra volta,
colla bimba dal sandalo screziato.
Lei è della splendida Lesbo.
Della mia bianca chioma sogghigna,
mentre resta a bocca aperta
per un'altra.
Eros
Eros è come un fabbro:
mi stronca col suo enorme maglio,
poi mi lava il sangue
in un gelido torrente.
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