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Archiloco
Nacque
nella prima metà del VII secolo a.C. a Paro. Fu un
mercenario e
morì in battaglia contro i soldati di Nasso. Ardente e
lascivo,
ma anche schietto e con un innatio senso dell'equità,
amò
Neobule, figlia di Licambe. Secondo la leggenda venne rifiutato dal
padre di lei e per questo si vendicò aggredendolo con la
violenza dei suoi giambi. Visse con grande forza sentimenti quali
l'amicizia, l'amore e l'odio. Di lui restano poco più di
cento
frammenti.
*
* *
Frammenti
Soldato e
poeta
Sono servo d'Enialo,
dio della battaglia.
A me è dato
il dolce dono delle Muse.
La lancia
Nella lancia è il mio pane.
Nella lancia è il nettare d'Ismaro.
Lo scudo
Del mio scudo
uno dei Saii or si fa bello.
Stupendo,
press'un cespuglio lo lasciai,
mio malgrado.
Ma la vita mia fu salva.
E allora?
Al diavolo lo scudo!
Altro più bello comprerò.
Spregio della
ricchezza
Poco m'importa dell'oro di Gige,
mai ebbi invidia di divine gesta,
o brama di signorili onori:
tutte cose lontane da miei occhi.
Neobule
Gioiva d'un ramo di mirto
e d'un bel fiore di rosa.
La chioma ombrava
gl'omeri e le spalle.
Apollo
sterminatore
Apollo, signore mio,
colpisci i rei:
distruggili,
come tu sai distruggerli.
Cuore mio
Cuore, cuore mio,
travolto da ingorghi di sciagura,
sorgi e vinci i tuoi nemici,
ponendo ad essi il petto.
Forte, tieni il campo
negli scontri fronte a fronte.
Vincente,
non gioire innanzi a tutti.
Se vinto,
non giacere in dirotto pianto.
Gioisci d'ogni gioia,
cedi sì ai mali, ma non troppo:
riconosci quale ritmo
regge gl'uomini.
Provocazione
Padre Licambe,
che hai per la testa?
Chi traviò la mente
che prima era ben salda?
Ora di te una città
ride di gusto.
Maliarda
Spellava tutti i maschi
con quella sua vocina
dolce dolce... |
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