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Focilide
Nacque
a cavallo tra il VII e il VI secolo a.C. a Mileto. Di fatto l'unico
riferimento cronologico certo di cui si dispone è la
distruzione
di Ninive, nel 612 a.C., che egli citò in alcuni versi.
Nella
sua poetica guardò assai più alla vita pubblica
rispetto
a quella privata. Da ricordare le Sentenze scritte in esametri, nelle
quali mostrò un atteggiamento molto ironico e pungente nei
confronti del sesso femminile, forse frutto di esperienze personali. Di
lui resta pochissimo, appena trenta versi.
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Frammenti
Stirpi di
donne
Da quattro bestie discendon le donne:
cagna, ape, scrofa e cavalla.
La cavalla è elegante, veloce e bella.
La scrofa, né buona né cattiva.
Aspra e fiera è progenie di cagna.
Quella d'ape, sedula e operosa.
Per un lieto matrimonio
scegli l'ultima, amico mio.
L'eccezione
Niuno si salva,
Tutti malvagi i Lari,
eccetto Procle,
anch'egli di Laro.
La notte
La notte aguzza l'ingegno.
Decisione difficile?
Prendila di notte!
Se persegui la virtù
è meglio la calma.
L'apparenza
Tanta gente appare saggia.
È linda e pinta,
eppure di mente leggerina.
La giustizia
Ogni virtù
nella giustizia affonda. |
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