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Ipponatte
Nacque
nella prima metà del VI secolo a.C. a Efeso. Di origine
nobile,
decaduto e costretto a vivere in condizioni miserabili,
abbandonò la patria, forse per sfuggire alla signoria di
Antegora, e si stabilì a Clazòmene. Nei suoi
versi
attaccò con ferocia i due scultori Bupalo e Atenide, rei di
alcune raffigurazioni caricaturali del poeta. È considerato
l'inventore dello scazonte, il trimetro giambico zoppo, utilizzato per
lo più frammisto a quello puro. Di lui ci restano in totale
circa un centinaio di frammenti.
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Frammenti
Presentazione
Ecco a voi Ipponatte,
gente di Clazòmene!
Un mantello
per Ipponatte
Ermete, caro Ermete,
figlio di Maia di Cillene,
ti prego, ho un freddo maledetto.
Dà un mantello ad Ipponatte
e uno straccetto
e un paio di sandalucci felpati
e sessanta stateri d'oro...
Un pugno a
Bupalo
Tenetemi il mantello, un cazzotto
nell'occhio a Bupalo voglio dare.
Sono forte di destro e di sinistro,
i miei colpi sempre fanno centro.
Desiderio
Avessi mai una ragazza
bella e delicata...
Parodia epica
Musa, cantami del figlio d'Eurimedonte,
la Cariddi, pancia invereconda,
che tutto affetta e inghiotte.
Cantami di come ha da morire,
secondo decreto popolare,
lungo le coste del tumultuoso mare.
Destino del
traditore
...
sbattuto dalle onde.
E a Salmidesso, ignudo,
lo raccolgan gentilmente
i Traci, fluenti di ciuffo.
Che molto soffrirà,
saggiando il duro pane
dello schiavo.
Dal gelo intirizzito,
il corpo sozzo d'alghe,
bocconi com'un cane,
stremato, là
dove si frange l'onda.
Così vorrei vedere
chi offese il giuramento.
Amico d'un tempo,
ora traditore. |
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