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Il mondo greco nel periodo arcaico: un profilo storico


La storia greca del periodo arcaico, tra l'VIII e il VI secolo a.C., è caratterizzata dal passaggio dal regime gentilizio a quello democratico nel governo delle polis. Un passaggio molto lento e graduale, sovente persino tumultuoso, nel quale ricoprono un ruolo di primo piano le figure dei tiranni.

Alla base del cambiamento, ragioni eminentemente economiche e sociali. Le conquiste territoriali, frutto di un vasto movimento coloniale verso l'Italia meridionale e il Ponto, l'apertura di nuovi sbocchi commerciali e la crescente ricchezza di mercanti e artigiani finiscono per minare le basi dei regimi aristocratici, costituite per lo più sulla proprietà fondiaria. Un po' ovunque scoppiano dei moti popolari, che vedono in prima fila le falangi degli eserciti, pronte ad appoggiare, di volta in volta, il monarca di turno.

Nella Lidia, all'inizio del VII secolo, i sovrani frigi vengono scalzati da Gige, che attacca anche Smirne, Colofone e Mileto, riuscendo poi a resistere alle invasioni dei Cimmeri e dei Treri.

A Corinto, uno dei principali empori commerciali, i discendenti degli Eraclidi vengono soppiantati da Cipselo. Il figlio di quest'ultimo, Periandro, si schiera apertamente contro l'aristocrazia terriera e introduce il culto di Dioniso.

A Mitilene, nell'isola di Lesbo, si assiste a una serie di scontri tra i monarchi Cleanattidi, gli aristocratici e il popolo, durante i quali si insediano al potere prima Mirsilo, poi Melancro, alla fine Pittaco.

Di notevole interesse l'evoluzione di Sparta. Dopo l'occupazione della Messenia, nel 675 la riforma di Licurgo porta a una nuova costituzione. Essa vede la ripartizione del potere tra due re, un senato (la gerusia) e un'apella o assemblea degli Spartiati. Inoltre vengono istituiti gli efori, autentici magistrati preposti al controllo dell'applicazione delle leggi.

Tra la fine del VII e l'inizio del VI secolo si assite all'affermarsi di Atene quale centro indiscusso del mondo ellenico. Con la costituzione di Solone del 594 viene introdotto un ordinamento gerarchico basato sul censo, che verte sulla ripartizione dei cittadini in quattro classi distinte, ciascuna con diritti e prerogative proprie. Il concorso alla vita pubblica del ceto medio-basso suscita tuttavia la reazione violenta dell'aristocrazia fondiaria, col conseguente fallimento del tentativo democratico.

Nel 545, dopo anni di lotte interne, la pace viene ristabilita da Pisistrato, sotto la cui tirannide tornano in auge i principi soloniani e ha inizio uno dei periodi in assoluto più floridi per la città ateniese, come testimonia la costruzione del grande tempio di Atena nell'Acropoli.

Nonostante i successivi tentativi di una restaurazione in senso oligarchico, spesso appoggiati anche da Sparta, la costituzione democratica non viene mai più messa in discussione. Nel 508 Clistene mette definitivamente fine alle velleità gentilizie, provvedendo a frammentare il territorio attico in centinaia di unità amministrative minori tra loro sovrapposte (demi, ditretti e trittie), e con esso la compattezza stessa dell'aristocrazia.

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