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Solone
Nacque
attorno al 640 a.C. ad Atene. Discendente di una famiglia nobile, in
gioventù viaggiò molto, in particolare in Egitto
e Cipro.
Tornato in patria si dedicò alla politica. Di lui Plutarco
ricorda l'arringa con cui convinse il popolo ateniese a muovere guerra
contro i Megaresi. Per le sue capacità fu annoverato tra i
Sette
Sapienti. La poetica soloniana è improntata a un ideale di
vita
modesta, con l'unico conforto dell'intima gioia per il convivio,
l'amore efebico e la poesia. Mai biasimata la vecchiaia, ritenuta al
contrario una fonte di saggezza. Di lui restano circa 300 versi.
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Frammenti
Il mistero
divino
Arduo da intender
Colui che tutto domina:
buio tetro per l'uomo
la divina volontade
L'umana
condizione
Nessun è felice,
solo sciagurati
l'umani che il sole bacia.
Contro il
malgoverno
La patria nostra non crollerà,
Zeus la preserva cogli dei beati.
Una dea veglia magnanima, alte le sue mani:
è Pallade, figlia del gran Padre.
Eppur loro vogliono distruggerla:
folli, bramosi, demagoghi dissennati
con sofferenza sconteranno tale tracotanza.
Non sanno star lontano dall'eccessi,
gustar le sacre gioie del convivio.
S'arricchiscono coverti d'ingiustizia
spezzando i sacri beni e il pubblico,
chi qua chi là razziando,
in barba ai fondamenti di Giustizia. |
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