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Stesicoro
Stesicoro
(letteralmente "arrangiatore di cori") nacque attorno al 630 a.C. a
Imera, in Sicilia. Pare che il suo vero nome fosse Tisia. La tradizione
imenese gli attribuisce la paternità dell'apologo del
cavallo e
del cervo (il primo, per avere ragione del secondo, si fece schiavo
dell'uomo) con cui dissuase il popolo dall'affidarsi al tiranno
Falaride. Trattò per lo più temi epici, ma anche
leggende
popolari e argomenti bucolici. Di lui ci è rimasto
pochissimo,
appena una trentina di frammenti.
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Frammenti
Pomi cidonii
Pomi cidonii a iosa
sul reale carro gettavano,
e foglie di mirto
e ghirlande di rose
e corone di viole.
Oblio
Colla morte
svanisce ogni favore umano.
Apollo e Ade
Danze, giochi e soavi canti
ama Apollo.
Lutto e pianto
rimandano all'Ade.
Eracle e il
Sole
Un raggio di Sole
nella grande coppa d'oro,
puntando i neri abissi
oltre i varchi dell'Oceano,
nella sacra notte,
presso genitrice, disiata sposa e figli.
A piedi, nella selva cupa di lauri,
mosse Eracle, figlio di Zeus.
Vendetta di
Cipride
Immolava Tindaro agli dèi,
dimentico solo di lei,
di Cipride dai teneri doni.
Or lei sulle figlie di Tindaro
si vendica: le fa bigame,
trigame, lascive.
Consiglio
Assurdo, vano
lacrimar su fredde tombe. |
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