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Tirteo
Visse
nella seconda metà del VII secolo a.C. a Sparta. Di
probabili
origini laconiche, ricoprì un ruolo di rilievo nell'esercito
spartano durante la seconda guerra messenica. Il tema principale della
sua poetica è dato dalle Esortazioni, che lo rendono uno dei
principali rappresentanti dell'elegia guerresca. A suo dire, la
virtù consiste nello sprezzo per la vita e nell'amore per
una
morte gloriosa. Di lui restano poco più di 200 versi.
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Frammenti
Vecchi e
giovani
Orsù giovani,
combattete l'uni accanto all'altri,
non fuggite vili e sgomenti,
ma avanti petto in fuori e animo tosto,
bandite l'amor gretto per la vita.
Guai lasciar fuggendo chi non ha più
il giovanil vigore: gli anziani.
Miserabile onta,
un vecchio che cade in prima fila
e resta capo chino in terra
avanti ai giovani.
Capelli bianchi e barba bigia,
spirando l'ultimo fiato d'orgoglio
nella polvere.
Virtù
Bello è morire
quando il prode
per difendere la patria
cade in prima fila.
Origine
Fu Zeus re,
figlio di Crono e sposo d'Era,
a conceder tale patria
agli Eraclidi.
Esortazione
Avanti progenie d'Ercole invitto!
Abbiate coraggio,
lo sguardo di Zeus è con voi.
Non temete il numero,
non fuggite il nemico.
Ma, scudo in alto, avanzate
con sprezzo per la vita
e amore per le nere
Parche della morte,
disiate al pari dei
raggianti strali del sole. |
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