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Prevenire quattrocento malattie ereditarie con un solo test
Ultimo aggiornamento 18 gennaio 2011
Un test per rilevare le mutazioni genetiche nelle coppie in età fertile, al fine di prevenire oltre quattrocento disturbi e malattie ereditarie nei nascituri. A mettere a punto questo nuovo, importante strumento per la diagnostica, alcuni ricercatori statunitensi del National Center for Genome Resources. Un resoconto completo dei risultati del loro studio è stato da poco pubblicato sull'ultima edizione della rivista Science Translational Medicine.
Progettato per leggere milioni di sequenze di DNA tramite l'utilizzo di una tecnologia di tipo sequenziale, il nuovo test ideato dagli studiosi americani appare finalizzato alla prevenzione di una consistente serie di disordini cosiddetti recessivi, comprendenti anche patologie di notevole gravità, quali la fibrosi cistica, la malattia di Tay-Sachs e la sindrome di Lesch-Nyan, tutte assieme responsabili di circa il 20% del totale della mortalità infantile entro i primi anni di vita. Analizzando il corredo genetico di due potenziali genitori, infatti, qualora entrambi presentino la stessa copia di un gene mutante, è possibile valutare con largo anticipo la percentuale di rischio per un eventuale figlio, consigliando altresì l'effettuazione di ulteriori esami più approfonditi ovvero di appositi test sugli embrioni.

"Il nostro intendimento è quello di rendere questo test disponibile al pari di quelli per la malattia di Tay-Sachs o la fibrosi cistica" ha commentato Stephen Kingsmore, responsabile scientifico del progetto. In base ai risultati da lui raccolti nel corso dello studio, l'utilizzo di un approccio di tipo sequenziale, in luogo della classica tecnologia basata su microarray, ha permesso di individuare ogni singola mutazione conosciuta con un livello di precisione pari al 99,98% (successivamenta confermato al 100% dagli esami specifici). Non solo. La nuova tecnologia si è dimostrata particolarmente vantaggiosa anche sotto altri due aspetti: anzitutto ha permesso di cogliere tutte le possibili mutazioni, comprese quelle sconosciute, di fatto impossibili da diagnosticare coi test tradizionali; in secondo luogo, basandosi su uno screening digitale, essa è risultata relativamente economica. Un aspetto, quest'ultimo, tutt'altro che trascurabile quando si parla di esami su vasta scala.

Secondo le prime indiscrezioni, l'utilizzo del nuovo test potrebbe partire già dall'estate di quest'anno per una nuova serie di esperimenti in diversi laboratori clinici, in vista della susseguente approvazione da parte della Food and Drug Administration.

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