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L'invenzione del cemento armato
È il materiale che ha rivoluzionato il settore dell'edilizia moderna
Ultimo aggiornamento 1° gennaio 2009
La progettazione e la realizzazione di strade, ponti, edifici e stabilimenti industriali sono due dei punti cardine della cosiddetta scienza delle costruzioni. Nata di fatto nella preistoria, allorché l'uomo uscì dalle caverne per ripararsi sotto rudimentali capanne di fango e arbusti, in epoca moderna tale disciplina deve il suo successo allo sviluppo di quello che tuttora è il materiale più diffuso nell'edilizia: il cemento armato.
Il cemento armato è un'invenzione relativamente recente. La tradizione vuole che le primissime realizzazioni fossero un'imbarcazione, presentata nel 1855 alla grande Esposizione Universale di Parigi da Louis Lambot, e alcuni innovativi serbatoi per l'irrigazione, brevettati nel 1863 da Joseph Monnier, curatore dei celebri giardini di Versailles. Per vedere le prime realizzazioni architettoniche, però, si dovette attendere l'inizio del Novecento. Negli Stati Uniti, nel 1902, venne ultimato uno stabile residenziale di ben sedici piani, su progetto di Erneste Leslie Ransome. Quattro anni dopo, nel 1906, l'architetto Frank Lloyd Wright supervisionò la costruzione del Tempio dell'Unità a Oak Park, nello stato dell'Illinois. In Europa, oltre alla realizzazione di un edificio con struttura portante a vista nel pieno centro di Parigi ad opera di Auguste Perret, si ricorda soprattutto l'esecuzione della volta del Planetario di Jena, in Germania, risalente al 1923.

Allora come oggi, le strutture in cemento armato sono la risultante di un conglomerato, il calcestruzzo, ottenuto dall'impasto di acqua, cemento e inerti (sabbia, ghiaia, ecc.). Tale impasto, sufficientemente fluido, viene colato nei casseri, apposite forme al cui interno sono collocate le armature di rinforzo in acciaio. Dopo alcuni giorni di posa, il calcestruzzo, a seguito di alcuni processi di trasformazione, si indurisce. A quel punto la struttura è pronta e si può procedere al disarmo, ossia alla rimozione dei casseri di sostegno.

Se da un punto di vista procedimentale le modalità realizzative del cemento armato non hanno conosciuto grandi rivoluzioni da un secolo a questa parte, ben più significativi sono stati i cambiamenti per quanto attiene alla composizione chimica della sostanza legante. Nelle prime opere, infatti, malte utilizzate per l'impasto erano costituite in buona parte da silice, alluminia, ossidi di ferro e calce spenta. Attualmente, invece, la maggioranza dei cementi sul mercato è prodotto con un miscuglio denominati clinker, nel quale si ha una netta prevalenza dei silicati di calcio, mentre la quantità di silice, alluminia e ossidi ferrosi risulta decisamente inferiore.

Di pari passo con l'evoluzione chimica, a partire dagli anni Cinquanta si è assistito anche a un notevole sviluppo nell'applicazione delle leggi della statica e della teoria dell'elasticità dei materiali. In particolare, i fisici hanno concentrato i loro studi sui limiti di deformazione delle strutture, testandone il superamento per valute le questioni inerenti al controllo della sicurezza. L'aspetto più interessante fu senza dubbio il problema della flessione delle travi. A casusa della gravità, le travi tendono a flettersi in modo da generare una compressione della parte superiore e una trazione di quella inferiore. Di conseguenza, esse devono resistere al contempo sia a fenomeni di trazione che di compressione. Con l'avvento della tecnologia dell'acciaio, il cemento armato si è dimostrato un materiale altamente equilibrato. Alle proprietà del calcestruzzo, molto resistente alla compressione, si accoppiavano quelle dell'acciaio, in grado di fornire notevole resistenza alla trazione. Inoltre, grazie al ricorso sistematico alla precompressione, una tecnica ideata sin dagli anni Trenta dal francese Eugéne Freyssinet, è stato possibile porre in opera cavi metallici con tensioni superiori alle 12 tonnellate per centimetro quadrato, consentendo così di tollerare sollecitazioni elevatissime.

Dal punto di vista ingegneristico, nello sviluppo dei progetti, un ruolo di primaria importanza è rivestito dai sistemi di equazioni differenziali basati sulla cosiddetta legge di Hooke. Secondo quest'ultima, le forze elastiche di un corpo sono proporzionali alla sua deformazione, ma solo finché essa si mantiene al di sotto di un certo limite, superato il quale si incorre in deformazioni permanenti o rotture. In passato per i calcoli dei limiti nelle strutture complesse si ricorreva a modelli in scala ridotta, procedendo cioè per approssimazione. Oggigiorno, invece, grazie alla straordinaria evoluzione dei calcolatori elettronici nell'ultimo ventennio, i sistemi sono stati notevolmente affinati. Ciò ha portato ad una riduzione dei margini d'errore, consentendo il concepimento di opere a dir poco monumentali, quali, ad esempio, l'Hangzou Bay Bridge, il ponte oceanico più lungo del pianeta, capace di coprire i quasi 36 chilometri di distanza che separano le città di Shanghai e Ningbo, nella provincia cinese dello Zhejiang
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Fabio Scarpellini

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