Il mistero dei cerchi nel grano
A dispetto dei falsi conclamati, molti ricercatori continuano a indagare il fenomeno
Ultimo aggiornamento 1° maggio 2008 |
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Per
alcuni sono singolari manifestazioni di eventi di natura fisica, non
inquadrabili alla luce delle nostre attuali conoscenze, forse il frutto
di ipotetici vortici di plasma, tempeste elettromagnetiche o fulmini
globulari. Per altri corrispondono a veri e propri messaggi cifrati da
parte di forme di vita extraterrestri, lasciati tramite l'atterraggio o
il semplice avvicinamento delle loro astronavi al suolo.
Altri ancora, invece, ritengono che si tratti solo di opere di
carattere artigianale, al più di valore artistico in senso
ampio, realizzate da sapienti esperti della piegatura delle spighe,
ovvero da gruppi organizzati di burloni desiderosi di suscitare un po'
di clamore. Comunque la si veda, è indubbio che da
trent'anni a
questa parte il mistero dei cerchi nel grano sia uno dei temi che
maggiormente solletica la fantasia degli appassionati di scienze,
ufologia e paranormale.
Il fenomeno ebbe inizio tra la fine degli anni Settanta e i primi degli
Ottanta in Inghilterra, con la comparsa dei primi pittogrammi nel
triangolo compreso tra Avebury, Glastonbury e Stonehenge. Da subito i
crop circles ebbero grande rilievo su tabloid e quotidiani nazionali e
locali. E con l'aumento della popolarità crebbe anche il
loro
numero, che passò in appena un decennio a oltre 650,
nonché la complessità delle forme. Da cerchi
regolari,
del diametro di 25-30 metri, si andò verso forme molto
elaborate
e complesse: ovali concentrici uniti da tratti rettilinei, ovvero
triangolari, quadrati, esagonali e ottagonali, o ancora completamente
irregolari, simili a corone con appendici lineari o arcuate. A partire
dagli anni Novanta la comparsa dei cerchi varcò i confini
britannici, manifestandosi in diversi altri paesi europei, in
particolare in Germania, Olanda e Italia.
In generale i pittogrammi si presentano come raffigurazioni molto
spettacolari e suggestive, accomunate dalle tipiche piegature delle
spighe del grano, tutte coricate in senso spiraliforme, senza segni
evidenti di rottura, in grado di continuare a crescere fino alla piena
maturazione. Per la verità in molti casi è stato
possibile individuare delle contraffazioni palesi. Nel 1991 i due
pensionati Doug Bower e Dave Chorley si proclamarono autori dei
primissimi disegni. L'annuncio suscitò polemiche e non poche
perplessità, soprattutto quando costoro si esibirono in una
performance in diretta di fronte alle telecamere della BBC, con
risultati decisamente modesti. Alcuni mesi dopo il gruppo dei
Circlemakers, fondato da John Lundberg, iniziò a realizzare
cerchi artificiali in maniera professionale, talvolta addirittura con
precise finalità commerciali. Nel 1999 alcuni ricercatori
italiani del Cicap eseguirono in due ore un pittogramma di circa venti
metri nei pressi di Adria, dimostrando come, mediante semplici corde e
assi di legno, chiunque fosse potenzialmente in grado di realizzarne
uno.
A dispetto dei falsi conclamati e delle numerose speculazioni
pubblicitarie, diversi studiosi continuano a ritenere che dietro ai
crop circles possa nascondersi qualcosa di più del
passatempo di
due pensionati o di un gruppo di artisti. Dalle analisi di laboratorio
di oltre un migliaio di steli, il professor Eltjo H. Haselhoff ha
osservato come l'allungamento dei nodi all'interno dei cerchi risulti
quasi il doppio di quanto misurabile nelle aree esterne. Inoltre, dal
punto di vista chimico, in taluni casi si è riscontrata la
presenza di quantità anomale di sostanze quali il diossido
di
silicio e la magnetite. Quest'ultima con una concentrazione addirittura
600 volte superiore a quella dell'atmosfera terrestre. Circa dieci anni
fa, nel luglio del 1998, la ricercatrice olandese Janet Ossebaard si
accorse di un altro particolare insolito all'interno dei pittogrammi:
la presenza di una miriade di mosche morte. La maggior parte di esse
aveva il rostro attaccato alle spighe, con zampe e ali distese, quasi
in preda a uno spasmo. Alcune sembravano addirittura frantumate, come
se fossero esplose a causa dell'esposizione a radiazioni di notevole
intensità.
L'idea di applicare onde elettromagnetiche per generare alterazioni
biologiche su piante o animali non è affatto una
novità.
Il professor William C. Levengood fu tra i primi a sperimentare
l'effetto delle microonde su steli di orzo e frumento, ottenendo
risultati sorprendenti: la piegatura dei nodi risultava superiore
rispetto a quella prodotta da un qualunque mezzo meccanico, quasi
identica a quella riscontrata all'interno dei crop circles. Un suo
collega, il già citato professor Haselhoff, andò
ben
oltre, teorizzando come l'allungamento potesse essere causato
dall'energia emanata da una vera e propria sorgente sferica di
radiazione, anche detta Ball of Light (Bol), capace di stazionare a
un'altezza approssimativa di 4,10 metri dal suolo. Una teoria senza
dubbio avveniristica, che tuttavia si sposerebbe alla perfezione con
gli innumerevoli avvistamenti di globuli luminosi registrati di
continuo in ogni parte del mondo.
Un ulteriore tentativo di spiegazione del fenomeno dei cerchi in
relazione all'uso di sorgenti di energia si riallaccia allo sviluppo di
possibili nuovi armamenti militari. Secondo alcuni si tratterebbe di
satelliti artificiali in orbita attorno alla Terra, ovvero di aerei in
grado di volare a bassa quota, silenziosamente e senza essere
intercettati dai radar, dotati di generatori di raggi a microonde o
Maser, collegati a terminali con cui elaborare nei minimi dettagli i
disegni da realizzare. Come logico attendersi, ad oggi, tutte le
principali istituzioni (la Nato, il Pentagono, la RAF) hanno
categoricamente smentito siffatte congetture. Eppure le continue
ricognizioni di mezzi dell'aeronautica inglese in prossimità
dei
campi, sovente privi di sigle e contrassegni ufficiali, non possono non
sollevare perplessità e interrogativi.
In ultimo, l'ipotesi più estrema e affascinante, quella che
vede
nei cerchi la manifestazione di forme d'intelligenza extraterrestri.
Annualmente si contano migliaia di avvistamenti di Ufo, con tanto di
documentazioni fotografiche e riflessi filmati. Di essi,
però,
solo una minima parte risultano davvero attendibili. Un caso di cui
tutt'oggi si continua a discutere si verificò proprio in
Inghilterra, nella notte tra il 30 e il 31 marzo del 1993. Nelle basi
di Cosford e Shawbury due ufficiali della RAF dichiararono di aver
osservato un oggetto volante di notevoli dimensioni che stazionava
molto basso nelle vicinanze di alcuni campi di frumento, emettendo
raggi luminosi e uno strano ronzio a frequenza molto bassa. In
proposito, l'incaricato alla gestione delle inchieste in materia
ufologica per conto del Ministero della Difesa britannica, il dottor
Nick Pope, in diverse occasioni ha riferito come, nonostante le
descrizioni fornite nei rapporti, i ripetuti controlli e persino la
collaborazione con l'aeronautica statunitense, al momento nessuno sia
ancora riuscito a fornire una spiegazione plausibile all'evento.
Sfere di luce, aeromobili fantascientifici o banali corde e un po' di
senso delle proporzioni. Fattori fisici, opera umana o lasciti di
civiltà aliene. Di certo dei cerchi nel grano si
è
già detto molto e tanto altro si continuerà a
dire.
Forse, come suggeriscono ricercatori quali Colin Andrews, Michael
Hesemann e Francine Blake, la vera chiave di lettura del mistero
potrebbe risiedere nella comprensione del loro significato intrinseco,
da ricercare nelle forme geometriche e nei rapporti matematici da esse
derivanti, ovvero dalla misteriosa simbologia filosofica, esoterica e
astronomica che li caratterizza.
Dario Massara
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