Gli ufo e i segreti dell'esercito americano
Numerosi gli episodi che videro un coinvolgimento diretto dei militari
Ultimo aggiornamento 1° dicembre 2007 |
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La
questione ufo coinvolse per la prima volta l'esercito americano durante
la seconda guerra mondiale, allorché i piloti dell'aviazione
dovettero fronteggiare alcune misteriose sfere di luce, capaci di
accompagnarli durante i voli, salvo poi sparire senza lasciare traccia.
Si trattava dei cosiddetti Foo Fighters, letteralmente "caccia di
fuoco". Il primo caso di cui si ebbe un rapporto ufficiale fu
quello del tenente David Mc Falls. Il 22 dicembre 1944, durante una
missione, questi vide in prossimità della coda del suo aereo due
oggetti di forma sferica, rossi, del diametro approssimativo di un
metro. Nonostante i ripetuti tentativi, fu impossibile seminarli. Fino
a quando, all'improvviso, sparirono nel nulla in poche frazioni di
secondo. Da allora gli avvistamenti crebbero in misura esponenziale,
divenendo quasi all'ordine del giorno. "Volavano attorno a ogni nostro
velivolo – riferì Stanton Friedman, altro ufficiale
dell'aeronautica statunitense – con la capacità di
librarsi e muoversi ad altissima velocità, di compiere manovre
angolari, di salire e scendere in linea retta. Tutto silenziosamente,
senza segni di propulsione o ali o code. Per noi cinquant'anni fa
questo era impossibile".
A partire dal 1947 gli ufo fecero la loro comparsa sulle prime pagine
dei quotidiani di tutto il mondo. In particolare l'8 luglio il Roswell
Daily Record annunciò il recupero di un presunto disco volante
nei pressi di un ranch nella cittadina del New Mexico. La notizia
destò grande clamore e provocò l'intervento immediato
dell'FBI, che, di fatto, finì con l'esautorare il comando locale
dell'aeronautica. "Mandarono una miriade di agenti a setacciare la zona
– ebbe a dire in seguito il colonnello Philip J. Corso –
Noi invece ci tenemmo in disparte come idioti, dicendo semplicemente
che si trattava di un pallone sonda". In effetti vennero inviati 50-60
agenti per recuperare tutti i frammenti sparsi nel raggio di
chilometri. Ma soprattutto ebbe inizio un'autentica campagna
d'insabbiamento, orchestrata in modo magistrale dall'amministrazione
federale. Molti testimoni furono invitati a non rilasciare più
dichiarazioni. Lo stesso proprietario del ranch dove venne ritrovato il
relitto, W. Mac Brazel, dopo un'intera settimana di interrogatori, alla
fine ritrattò la sua versione iniziale. I media, poi, furono
fortemente condizionati. "Numerosi giornalisti radio o della carta
stampata – sostiene lo scrittore Don Schmitt – raccontarono
che la polizia militare aveva fatto irruzione nelle redazioni per
perquisire scrivanie e armadietti".
Il livello di segretezza imposto dal governo trovò la sua
massima espressione nell'approvazione del National Security Act, col
quale vennero istituiti il Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la
Central Intelligence Agency, la CIA. Conseguenza del provvedimento
legislativo, tutta la documentazione prodotta dai vari corpi
dell'esercito divenne materiale top secret, rimanendo tale per molti
anni. In un memorandum redatto dal generale Nathan Twining, riguardo al
fenomeno dei Foo Fighters, si legge che "quanto riferito è
qualcosa di reale, non visionario o fittizio. Esistono oggetti della
forma di dischi, di dimensioni così considerevoli da apparire
grandi quanto velivoli costruiti dall'uomo". Ancor più
significativo quanto appare in un secondo documento, a firma
dell'ingegnere elettronico Wilber Smith, del dipartimento dei trasporti
canadese, frutto del colloquio con alcuni dirigenti del Pentagono: "I
dischi volanti esistono. Per il governo degli Stati Uniti d'America
questa materia è ai massimi livelli di classificazione, persino
superiore alla bomba all'idrogeno".
Nell'ottica del segreto militare, altro episodio emblematico fu quello
che vide protagonista il comandante Graham Bethune, nella notte del 10
febbraio 1951. A bordo di un aereo da trasporto della marina, in rotta
dall'Islanda al Canada, egli notò uno strano gruppo di luci in
fase di avvicinamento. "L'oggetto era a circa trenta miglia da noi. Ci
fu addosso in un istante, a velocità pazzesca. Tolsi il pilota
automatico per controllare il volo. Pensavo che l'avremmo evitato, ma
me lo ritrovai davanti e ostruì tutto il campo visivo della
cabina di pilotaggio. Era gigantesco, aveva un diametro di almeno
novanta metri. Solo quando si alzò tornammo a vedere davanti a
noi". A suo dire l'oggetto stazionò per quasi un minuto, poi
accelerò e sparì all'orizzonte. Atterrato all'aeroporto
di New Foundland espose il fatto ai superiori. Venne interrogato da
diversi ufficiali del gruppo speciale di controllo dei servizi segreti,
il Majic, e alla fine gli fu imposto di tacere. "È un ordine che
accetti – dichiarò molti anni dopo Bethune – Sei un
militare al servizio di una nazione, ti dicono di fare una cosa e tu la
fai".
Dario Massara
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