Lo stretching prima di una corsa non protegge dagli infortuni
Ultimo aggiornamento 21 febbraio 2011 |
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Fare
stretching prima di una corsa o di una seduta di attività
ginnica ha di sicuro molti effetti positivi, tra cui la riduzione della
tensione muscolare e l'aumento dell'elasticità dei tessuti,
tuttavia non preserva da eventuali traumi e infortuni. A sostenerlo
alcuni ricercatori della Montgomery Orthopaedic di Washington, autori
di uno studio presentato appena qualche giorno fa nel corso del
congresso annuale dell'American Academy of Orthopaedic Surgeons, a San
Diego. |
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Nel
corso dei test, gli studiosi del centro ortopedico statunitense hanno
preso in esame lo stato di salute fisica di 2.729 atleti dilettanti,
abituati a percorrere in media tra i 10 e i 15 chilometri a settimana.
Suddivisi in due gruppi, 1.366 di loro hanno puntualmente svolto un
lavoro di allungamento muscolare di 3-5 minuti prima della corsa,
concentrandosi in particolare sui muscoli quadricipiti e femorali. Al
contrario, gli altri 1.363 non hanno effettuato alcun esercizio di
stretching, limitandosi ad accrescere l'intensità dello sforzo
in maniera graduale. In base ai dati raccolti, i ricercatori hanno
osservato come tra il primo e il secondo gruppo, di fatto, non si siano
palesate differenze rilevanti in merito al rischio di infortuni. Da
ciò sono giunti alla conclusione che lo stretching prima
dell'attività sportiva vera e propria abbia un effetto per
così dire "neutro", nel senso che non favorisce gli infortuni,
ma neppure ne diminuisce la frequenza.
"Essendo io stesso un corridore, avevo sempre pensato che fare
stretching prima di una corsa potesse aiutare nella prevenzione degli
infortuni - ha dichiarato Daniel Pereles, medico in servizio presso il
Montgomery Orthopedics, nonché autore e coordinatore dello
studio - E invece abbiamo scoperto che il rischio di lesioni era
esattamente lo stesso, sia negli uomini che nelle donne, in tutte le
fasce di età".
Pur confermando come tra i principali fattori di rischio per i traumi
muscolari vi siano l'eccesso di peso corporeo, l'effettiva distanza
percorsa e gli eventuali infortuni pregressi, invero lo studio ha
evidenziato anche un altro aspetto fino ad oggi scarsamente preso in
considerazione, e cioè la pericolosità di un improvviso
cambiamento nelle pratiche di riscaldamento. "Benché tutti i
podisti che avevano modificato le abitudini di riscaldamento fossero
più a rischio di quelli che le avevano mantenute - ha aggiunto
il dottor Pereles - di fatto tra coloro che avevano cessato di fare
stretching si è registrato il maggiore incremento nel numero
degli incidenti muscolari. Ciò dimostra come un cambiamento di
regime possa essere addirittura più importante del regime stesso".
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