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Supercoppa italiana: il derby cinese va al Milan
Ultimo aggiornamento 8 agosto 2011
È il Milan ad aggiudicarsi il primo trofeo della nuova stagione, la Supercoppa italiana. Nell'insolito derby di inizio agosto in quel di Pechino, i rossoneri gestiscono al meglio le loro energie e, grazie all'uno-due firmato Ibrahimovic e Boateng, superano in rimonta per 2-1 un'Inter in evidente difficoltà fisica, a cui non basta una splendida pennellata di Sneijder su punizione. La compagine di Allegri si conferma, dunque, squadra molto compatta e muscolare. Per Gasperini, invece, c'è ancora tanto da lavorare, sia sul piano tattico che della condizione atletica.
A prescindere dal risultato finale che arride alla Milano rossonera, l'ultima edizione della Supercoppa italiana ci consegna un bollettino abbastanza accurato circa lo stato di salute delle due compagini. Sulla carta, le due più serie candidate a contendersi il prossimo scudetto. Dal derby cinese il Milan si conferma squadra abbastanza quadrata, con pochi fronzoli e molti muscoli. L'undici visto in campo, di fatto, era lo stesso dello scorso anno, coi punti di forza rappresentati dalla solidità difensiva del duo Nesta-Thiago Silva, dalle sportellate in zona d'attacco di Ibrahimovic e dagli inserimenti da dietro dell'altro corazziere Boateng. Stessi pregi della passata stagione, dunque. Ma anche stessi difetti di fluidità di gioco. In mezzo, senza il fosforo di Pirlo, tra Gattuso, Van Bommel e Ambrosini, il solo Seedorf è l'unico in grado di impostare la manovra, persino defilato sul centro-sinistra. In Italia questo tipo di calcio, fatto di mastini a protezione della difesa e palla lunga per Ibra, magari può ancora funzionare. Ma in Champions, contro formazioni di ben altra caratura tecnica, quali Barcellona, Manchester e Real, arrivare fino in fondo con tale atteggiamento tattico sarà dura.

Al contrario dei rossoneri, che potranno piacere o meno ma comunque denotano un impianto ben collaudato, l'Inter di questi tempi è apparsa un cantiere aperto, sotto tutti i punti di vista. Sul piano fisico, i giocatori hanno mostrato un'autonomia massima di 45 minuti, aspetto in parte comprensibile visto il periodo, tuttavia affatto da sottovalutare, dacché fra tre settimane sarà già campionato. Sul piano tattico, poi, Gasperini deve ancora stabilire quale modulo utilizzare (3-4-3, 4-3-3, 4-4-2), se possibile evitando cambiamenti in corsa come quello ad inizio ripresa, capace di mandare in confusione anche gente navigata come Samuel e Chivu. Bene alcuni giovani (Obi e Alvarez), restano però da chiarire i nodi di mercato legati alla permanenza o meno di Sneijder e Maicon. Ma, soprattutto, persiste un problema di carattere strutturale nel centrocampo, dove, al fianco dei tanti portatori di palla, si avverte la mancanza di un uomo in grado di dare geometrie e velocità all'azione. Non a caso, nel primo tempo, con Stankovic in spolvero, i nerazzurri hanno espresso un calcio discreto, mentre nel secondo, calato vistosamente il serbo, la squadra si è disunita e non è più stata in grado di articolare una manovra efficace. Chissà, dunque, che, oltre al Milan, anche l'Inter non debba urgentemente guardarsi attorno alla ricerca di un "Mister X" per la zona mediana.

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