Taker vs HBK: due campioni per un match memorabile
Ultimo aggiornamento 31 marzo 2010 |
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È
stato senza dubbio il main event di WrestleMania XXVI, il match dei
match tra tutti quelli in programma. In palio nessun titolo, ma poco
importa. A Phoenix, di fronte ad un pubblico di oltre 72 mila
spettatori, The Undertaker e Shawn Michaels hanno dato vita ad un
incontro memorabile, per ardore, generosità e agonismo. Uno dei
più entusiasmanti nell'intera storia dello Showcase of the
Immortals. |
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Da
un lato The Phenom, con la sua ineguagliata, forse ineguagliabile,
striscia di imbattibilità. Quell'undefeated streak di 17-0 che
lascia ben poco spazio alle interpretazioni: dal lontano 1991, 17 hanno
provato a spezzarla e 17 sono caduti, inesorabilmente. Dall'altro Mr
WrestleMania, the Showstopper, un'autentica icona dello
sport-entertainment nell'ultimo ventennio, arrivato al punto di mettere
in gioco la sua stessa carriera pur di ottenere una rivincita dopo la
bruciante sconfitta dello scorso anno. "Streak vs Career", no
disqualification, no count-out. Le premesse per il grande evento
c'erano tutte. E con due campioni di tale calibro le aspettative non
sono state affatto deluse.
Fin dalle prime battute il confronto è apparso intenso,
equilibrato, senza esclusione di colpi da una parte e dall'altra. HBK
le ha provate davvero tutte per battere in Deadman. Dalla Figure Four
Leglock alla Ankle Lock per indebolire le articolazioni basse
dell'avversario, fino a uno strepitoso Springboard Moonsault dal
paletto esterno del ring, con cui ha mandato letteralmente in frantumi
il tavolo dei commentatori. Ma soprattutto, ha connesso per ben tre
volte la sua celeberrima Sweet Chin Music. Nulla da fare. Il Becchino
ha incassatto tutto, replicando ad ogni attacco. Prima con una
Tombstone Piledriver fuori dal quadrato di lotta, poi con la micidiale
Hell's Gate al collo, dalla quale lo Showstopper riusciva comunque ad
uscire con un sorprendente Jacknife Pin. Quindi con una violentissima
Last Ride. Quando ormai i due erano allo stremo delle forze, dopo oltre
venti minuti tiratissimi, Michaels ha provato a piazzare una quarta
Sweet Chin Music. Taker tuttavia la evitava, braccando HBK e
schiantandolo al tappeto prima con una Chokeslam, poi con una seconda
Tombstone. Michaels, con l'ultimo sussulto d'orgoglio, riusciva di
nuovo ad evitare il pinfall, ma ormai il match era all'epilogo. Terza,
devastante Tombstone Piledriver e conteggio finale di tre. The
Undertaker ancora imbattuto a WrestleMania. Allo scendere della luce
blu, nel fragore dei fuochi d'artificio, sul maxischermo dello
University of Phoenix Stadium la scritta luminosa era una, chiara ed
eloquente: 18-0.
L'attesissimo "Streak vs Career" termina, dunque, con la prosecuzione
della prima. Per il secondo anno consecutivo Shawn Michaels esce
sconfitto dal confronto col Deadman, concludendo così la sua
gloriosa carriera. Il suo congedo, però, è da autentico
fuoriclasse. Un incontro fantastico, una prestazione sontuosa, da
consegnare di diritto agli annali del wrestling mondiale. Un'uscita di
scena a testa alta, scandita dall'ovazione dei 72 mila di Phoenix,
tutti in piedi a riconoscere il giusto tributo ad un professionista
esemplare, salvo colpi di scena alla sua ultima apparizione nel
Grandest Stage of Them All.
Per vedere le immagini dell'evento visita il sito ufficiale di WrestleMania.
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