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Terapia DBS: uno studio conferma i benefici nei pazienti depressi
Ultimo aggiornamento 21 novembre 2011
La stimolazione cerebrale profonda può apportare dei benefici nei pazienti affetti da gravi disturbi di carattere depressivo. A dimostrare l'efficacia della neurostimolazione, uno studio condotto in contemporanea in tre diverse strutture ospedaliere del Canada, tra cui l'Istituto di Neurochirurgia del Western Hospital di Toronto, su un campione di 21 soggetti in cura da almeno vent'anni. I risultati di tale ricerca sono stati pubblicati appena la settimana scorsa sull'edizione online della rivista Journal of Neurosurgery.
Una riduzione del 40 per cento dei sintomi depressivi in 13 pazienti, ovvero del 50 per cento in 6 pazienti, secondo i valori di riferimento fissati dalla scala di Hamilton per la depressione. Questi sono alcuni dei risultati ottenuti mediante l'applicazione della terapia DBS (Deep Brain Stimulation), per dodici mesi consecutivi, su 21 soggetti in cura da almeno vent'anni per gravi crisi depressive, molti dei quali, in passato, già sottoposti senza riscontri apprezzabili a svariati trattamenti a base di farmaci (in alcuni casi fino a sedici), e per lo più considerati disabili o inabili al lavoro.

"Da un punto di vista clinico - ha affermato Andres Lozano, neurochirurgo del Western Hospital di Toronto, primo ricercatore dello studio - si tratta di una riduzione significativa dei valori nella scala della depressione, in quanto i pazienti in precedenza avevano già sperimentato senza successo molteplici trattamenti farmacologici, psicoterapeutici, fino alla terapia elettroconvulsivante. Vedere il 62 per cento di essi rispondere positivamente nell'arco di un anno, ci fa ben sperare circa la possibilità di individuare una cura efficace per i soggetti colpiti da disturbi resistenti alle altre terapie".

In campo medico, per terapia DBS o stimolazione cerebrale profonda si intende una procedura chirurgica di impianto, in sede permanente, di alcuni piccoli elettrodi collegati a un pacemaker, capaci di trasmettere dei leggeri impulsi di corrente al cervello. Nello specifico della sperimentazione condotta dal dottor Lozano, la stimolazione ha riguardato la zona nota come area 25 di Brodmann (BA25), una regione ricca di trasportatori di serotonina, considerata metabolicamente iperattiva nelle persone affette da depressione.

"Questi risultati - ha sottolineato Rohan Hoare, presidente della divisione di Neuromodulazione dell'Istituto americano St. Jude Medical, tra gli enti finanziatori del progetto di ricerca - sono molto significativi e vanno ad aggiungersi alle altre prove sin qui raccolte, confermando come la terapia DBS possa aiutare i pazienti che, allo stato attuale, non dispongono di un'adeguata alternativa nel trattamento della depressione grave".

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