Titano: forti dubbi sulla presenza di un nucleo attivo
Ultimo aggiornamento 19 aprile 2011 |
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Un
nucleo freddo, pressoché inattivo, e una superficie costellata
da crateri e laghi di idrocarburi, frutto di fenomeni per così
dire esterni, quali impatti di meteoriti, venti e intense
precipitazioni a carattere piovoso. Questa l'ultima descrizione
proposta da un gruppo di ricercatori della NASA riguardo alla struttura
morfologica di Titano, il più grande satellite naturale di
Saturno, per dimensioni il secondo nell'intero sistema solare dopo la
luna gioviana Ganimede. |
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Poco più di due anni fa sorprese tutti l'individuazione di un primo grande lago
in un'area dell'emisfero meridionale. Oggi, grazie ai dati raccolti in
concomitanza con gli ultimi passaggi della sonda Cassini nei pressi
della sua orbita, per gli astronomi Titano si conferma uno dei corpi
celesti in assoluto più interessanti da studiare. Dotato di
un'atmosfera spessa e densa, composta in prevalenza da azoto, ma con
quantità comunque significative di idrocarburi (tali da generare
un ciclo idrologico del metano per molti versi comparabile a quello
dell'acqua sulla Terra), il satellite è da tempo al centro di un
acceso dibattito inerente all'attività del suo nucleo. Secondo
quanto sostenuto da alcuni scienziati statunitensi, i rilevamenti
topografici di uno dei maggiori altipiani sulla sua superficie, nello
specifico quello denominato Sotra Facula, testimonierebbero l'assenza
di segnali evidenti di un'attività vulcanica, facendo propendere
per l'ipotesi di un corpo privo di nucleo caldo.
"Sarebbe stupendo trovare una prova che dimostri in modo certo che
Titano abbia una propria fonte interna di calore, capace di generare
criovulcani e flussi di lava - ha dichiarato Jeff Moore, membro della
NASA Ames Research Center di Moffett Field, in California - A nostro
avviso, però, le prove presentate fino ad oggi risultano
scarsamente convincenti, e gli studi condotti di recente sul nucleo da
parte di geofisici ed esperti di gravità non fanno che
indebolire la possibilità di un'effettiva esistenza di vulcani
attivi". "Titano rappresenta davvero un mondo affascinante - ha
aggiunto Robert Pappalardo, ricercatore del NASA Jet Propulsion
Laboratory di Pasadena, in California - La sua unicità deriva
dall'atmosfera e dai grandi laghi organici. Tuttavia in questo studio
non abbiamo riscontrato alcuna prova certa di una qualche
attività vulcanica".
Molti dubbi circa l'attività del nucleo interno di Titano,
dunque. Di contro, nuove certezze per quanto attiene alla presenza di
idrocarburi in forma liquida sulla sua superficie. Al riguardo, da
rilevare anche la recente scoperta da parte di un team di ricercatori
dell'Applied Physics Laboratory della Johns Hopkins University, secondo
cui, in coincidenza con l'ultimo equinozio d'autunno, intense piogge di metano
si sarebbero abbattute nella zona equatoriale del satellite, in un'area da
sempre ritenuta completamente desertica.
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